La Cina: a Toronto non parleremo di yuan
Il Direttore del Dipartimento della Banca Centrale cinese: «Non è un argomento che la comunità internazionale deve discutere»
PECHINO - La Cina ha ribadito oggi che la questione del tasso di cambio dello yuan non sarà al centro dei lavori del prossimo G20 a Toronto. «Da quello che so dai summit precedenti, questa questione non è mai stata al centro del programma», ha dichiarato Zhang Tao, il direttore del dipartimento internazionale della Banca centrale. «Lo yuan è la valuta della Cina. Questo non è un argomento che la Comunità internazionale deve discutere», ha aggiunto Cui Tiankai, vice-ministro degli Affari esteri, nel corso di una conferenza stampa Zhang.
Ieri la Cina aveva confermato che il presidente Hu Jintao parteciperà al G20 dei capi di Stato e di governo del 26 e 27 giugno a Toronto, precisando però che il capo dello Stato non ha intenzione di parlare dei tassi di cambio dello yuan. «Riteniamo che sarebbe inappropriato discutere dei cambi del renminbi (altro nome dello yuan, ndr) nel contesto del G20», aveva affermato un portavoce del ministero degli Esteri, Qin Gang.
Soprattutto gli Usa premono su Pechino affinché rivaluti la divisa nazionale, sostenendo che viene tenuta artificiosamente bassa per favorire l'export cinese. Ieri però Qin ha chiarito che il gigante asiatico non intende subire pressioni da altri paesi su questo fronte. Il G20 raggruppa le grandi economia avanzate del G8, assieme ai maggiori paesi emergenti, come Cina e India, e a alcuni stati rilevanti di Africa e Medio Oriente.
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