27 luglio 2021
Aggiornato 02:00
14° rapporto UIL

Torna alta la febbre da cassa integrazione

La crisi non si attenua, ma per il 2010 ci sono risorse per l’allungamento del periodo e aumento del sussidio

Elaborando i dati Inps sul «tiraggio» di cassa per il 2009, stimato al 56% del totale delle ore autorizzate, dei 32 miliardi di euro stanziati per il biennio 2009-2010, nell’anno 2009 ne sono stati effettivamente spesi 5,1 miliardi di cui 3,9 miliardi per la cassa integrazione ordinaria e straordinaria e 1,2 miliardi per la cassa in deroga.
E’ quanto emerge dalle stime del 14° Rapporto UIL sulla cassa integrazione diffuso oggi dal Servizio Politiche del Lavoro della UIL.

Ciò significa che per il 2010 ci sono sufficienti risorse per l’allungamento del periodo di cassa integrazione ordinaria e per l’aumento del sussidio mensile per i lavoratori.

«Francamente non comprendiamo - commenta Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL - l’atteggiamento del Governo sull’emendamento bipartisan in Commissione Lavoro che allungherebbe il periodo di cassa integrazione ordinaria.

Sarebbe stato, questo, un primo ed utile passo per affrontare le conseguenze della crisi sull’occupazione insieme ad più urgente tema del reddito dei lavoratori in cassa integrazione. Infatti - continua Guglielmo Loy - per il 2010 restano disponibili, oltre 26,4 miliardi di euro, di cui 6,3 miliardi per la deroga, risorse sufficienti a coprire un bacino di oltre 1,2 milioni di lavoratori sospesi a «zero ore» ogni mese. Considerando che mediamente, nell’anno passato, i lavoratori interessati mensilmente sono stati 450 mila, è quanto mai necessario, possibile ed urgente, garantire l’aumento del sussidio mensile della cassa integrazione, adeguandolo, come minimo, al costo «reale» della vita, insieme ad un rafforzamento delle politiche attive (formazione ed orientamento) per i lavoratori colpiti dalla crisi.

In sintesi, stimando un aumento di 100 euro mensili a lavoratore, per il 2010, in linea con gli aumenti dei recenti rinnovi contrattuali, la spesa complessiva aggiuntiva ammonterebbe a soli 500 milioni di euro».

Entrando nel dettaglio dell’elaborazione dei dati del mese di febbraio 2010, emerge che l’impatto della crisi fa aumentare del 12,4%, rispetto al mese di gennaio 2010 le ore di cassa integrazione, con oltre 95 milioni di ore autorizzate, coinvolgendo oltre 559 mila lavoratori. Erano 497 mila nel mese di gennaio 2010 e 250 mila a febbraio 2009.

L’aumento è stato, invece, del 123,5%, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente: +26,1% la cigo e + 348,0% la straordinaria.

Se si tiene conto che febbraio ha tre giorni di lavoro in meno di gennaio (oltre il 10% di giorni effettivi in meno) l’aumento reale delle ore autorizzate rispetto al mese precedente è ben più significativo del 12,4% rilevato e indicherebbe con nettezza due dati: continua ad aumentare la cassa integrazione ordinaria e, soprattutto, sembra evidenziarsi un prolungamento delle crisi aziendali con il passaggio alla cassa straordinaria. La crisi, evidentemente, pesa ancora sul sistema produttivo. Dal punto di vista sociale è importante connettere l’utilizzo dell’ammortizzatore con il tessuto occupazionale e territoriale.

Nel mese di febbraio oltre 3 lavoratori ogni 100 occupati dipendenti, sono stati messi in cassa integrazione.

A livello regionale, a febbraio 2010 su gennaio 2010, le ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate aumentano in 13 Regioni. Spicca il dato della Puglia, +111,3% e quello della Sardegna, +81,5%.

In valori assoluti, il maggior numero di ore autorizzate nel mese di febbraio si è registrato in Lombardia con oltre 28 milioni.

E’ importante sottolineare il rapporto tra occupati dipendenti e lavoratori in cassa integrazione: in Piemonte hanno usufruito del sussidio 7 lavoratori su 100, in Lombardia 5 lavoratori su 100 e in Veneto 4 lavoratori su 100.

A livello provinciale, la cassa integrazione, nel mese di febbraio 2010 su gennaio 2010, aumenta complessivamente in 57 Province

Gli aumenti percentuali più alti si registrano a Massa Carrara, Crotone, Parma e Lecce. La diminuzione percentuale più alta si registra, invece, nella provincia di Trieste.

Dal confronto dei dati tra febbraio 2009 e febbraio 2010, emerge che le ore complessivamente autorizzate di cassa integrazione, aumentano in 86 Province.

A Varese 12 lavoratori su 100 occupati dipendenti, nel mese di Febbraio, hanno usufruito della cassa integrazione, a Torino e Vercelli, 9 lavoratori ogni 100, a Como e Lecco 8 lavoratori su 100.

Questi elementi dovranno portare le Istituzioni, a partire dalle Regioni, a rimodulare gli interventi sia di stimolo alle imprese che di sostegno al reddito per i lavoratori. E’ condivisibile la volontà del Governo di chiedere alla Commissione UE una maggiore flessibilità sull’utilizzo del Fondo Sociale Europeo. Non condividiamo invece la preoccupazione sulle compatibilità economiche di interventi che allunghino la durata della Cassa Integrazione che la UIL chiede da tempo, insieme ad un aumento dell’indennità per i lavoratori che da mesi vivono con poco più di 800 euro al mese.