20 novembre 2019
Aggiornato 03:00
«Cordate nucleari»

A2A pronta a sfidare l'Enel sul nucleare

Intervista al Corsera del presidente del consiglire di gestione Giuliano Zuccoli: «Serve un polo alternativo»

ROMA - A2A è pronta a sfidare l'Enel sul nucleare. Lo afferma il presidente del consiglio di gestione, Giuliano Zuccoli, che al Corriere della Sera afferma che «serve un polo alternativo. Certo, in Italia - dice - le cordate nucleari dovranno essere almeno due, perché averne una sola significherebbe azzerare il mercato libero. E non si risolve il problema facendo entrare altri operatori nel raggruppamento con l'Enel».

«Il tempo stringe - aggiunge - e con l'inizio dell'anno nuovo saremo pronti a presentare un'ipotesi di lavoro tramite il nostro Energy Lab. Un programma che riteniamo percorribile, sennò dovremo metterci la coda tra le gambe e ritirarci».

Per Zuccoli occorre «una compagine che regga il confronto con Enel e Edf. Una soluzione alternativa deve stare in piedi da un punto di vista sia finanziario sia industriale. Nel primo caso - dice - ci vuole un soggetto forte, un operatore finanziario e quindi non necessariamente l'Eni. Andrebbero bene anche delle banche o dei fondi, in generale, degli investitori di lungo periodo. Per il secondo aspetto ci vogliono degli operatori elettrici e anche in questo caso non necessariamente l'Eni, che pure ha competenze innegabili. Insomma, penso a un modello sulla falsariga di quello Edipower, già ampiamente sperimentato con l'aggiunta di un operatore nazionale per le costruzioni e i motaggi, forse anche di due».

E come sarebbe l'Ansaldo? «E' naturale - dice Zuccoli - anche perché bisogna pensare a dare fiato all'economia e alle imprese italiane. Non dimentichiamo che in passato siamo stati fra i primi al mondo ad entrare nel nucleare. Oggi nel mondo ci sono 55 reattori in costruzione per un valore di 200 miliardi di euro.

Come Paese dobbiamo riprendere questa tecnologia e farlo con un occhio aperto al mondo». Quanto alla controllata Edison, «nell'ultimo consiglio di amministrazione tra i soci si è trovata condivisione sulla questione nucleare. Ci siamo trovati d'accordo sul fatto che Edison giochi la sua partita in autonomia».

Zuccoli afferma poi che in Lombardia si potrebbe costruire una centrale: «E' una regione che confina con un grande fiume e le condizioni tecniche per farla, in teoria, ci sarebbero».