14 giugno 2024
Aggiornato 12:00
«I primi segnali positivi di ripresa ci inducono ad un cauto ottimismo»

Crisi, Scajola: siamo all'ultimo chilometro, il più difficile

Il Ministro propone lo slittamento della riforma delle Camere di commercio. «Positiva la risposta dei cittadini allo scudo»

TORINO - «I primi segnali positivi di ripresa ci inducono ad un cauto ottimismo». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, all'assemblea dei presidenti delle Camere di Commercio, svoltasi oggi a Torino. Dopo cinque trimestri consecutivi di flessione «l'incremento dello 0,6% del Pil nel terzo trimestre - ha proseguito il ministro - e la ripresa del fatturato e degli ordinativi industriali testimoniano un timido inizio di una nuova fase». E se l'Ocse pone l'Italia nel gruppo di testa della ripresa internazionale e stima per il 2010 una crescita del nostro Paese dell'1,1%, Scajola ricorda che questo è il momento più critico. «Siamo all'ultimo chilometro, quello più difficile». E le imprese più piccole stanno vivendo la convalescenza, «la cura ha già sconfitto la malattia, ma tutto l'organismo ne risente».

Tre le linee direttrici, perché il Paese possa uscire dalla crisi ed essere più competitivo di prima, secondo Scajola. Occorre in primis, dice il ministro: «continuare a sostenere le imprese perché superino questo momento di difficoltà, salvaguardando i livelli occupazionali» per mantenere un patrimonio di professionalità nel nostro Paese. Secondo: occorre affrontare le nostre più grandi criticità: «spesa pubblica, dotazione infrastrutturale, politica energetica e storico divario territoriale» tra Nord e Sud. Infine occorre mettere in campo politiche che diano prospettive concrete e di lungo periodo.

«Necessario l'impegno di tutti» - Ma per questo ambizioso disegno di politica industriale occorre l'impegno di tutti: «Governo, regioni, enti locali, forze sociali e imprese». E in questo contesto hanno un ruolo di grande rilievo, dice Scajola, le Camere di Commercio, «che anche nei momenti difficili, hanno dimostrato di essere sensori attenti, in grado di percepire le trasformazioni dei sistemi produttivi e di intervenire a sostegno delle imprese e delle loro necessità».

«Positiva la risposta dei cittadini allo scudo» - «Col governo Prodi e le sinistre i capitali sono fuggiti all'estero, col governo Berlusconi rientrano. Con il nostro governo - ha spiegato il ministro - i capitali rientrano per essere utilizzati in investimenti nel nostro paese e, attraverso la tassa che pagano per il rientro, per costruire opere pubbliche». «Mi pare - ha aggiunto Scajola - che sia positiva la risposta che i cittadini hanno dato e mi auguro che cresca ancora».

«Non possiamo cancellare nessun polo industriale nel nostro paese, dobbiamo anzi aumentare la nostra vocazione industriale. Sul come utilizzare i diversi poli, si devono seguire le attitudini dei diversi territori. L'Italia è un paese industriale - ha aggiunto il ministro - è il secondo in Europa. Se abbiamo retto in questa difficile situazione in grande parte lo si deve alla nostra politica industriale. Altri paesi che hanno scelto la finanza sono crollati».