28 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
Economia. Consumi

Per Confcommercio a luglio aumento dei consumi dello 0,2%

Federconsumatori: «La situazione peggiora di giorno in giorno». Per il Codacons segnali troppo deboli e ripresa lontana

ROMA - Segnali di ripresa sul fronte dei consumi che, per la prima volta dopo un anno e mezzo, fanno registrare - a giugno e a luglio - due variazioni positive consecutive sia in termini congiunturali che nel confronto con gli analoghi periodi del 2008. L'Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) segnala, in particolare, a luglio un incremento dello 0,5% in termini tendenziali e dello 0,2% rispetto a giugno.

Un risultato che sembra confermare il superamento della fase più negativa del ciclo e l'inizio di una debole ripresa. «Certo, l'esiguità degli impulsi registrati - sottolinea Confcommercio - e il permanere di elementi congiunturali contraddittori non permettono ancora di parlare di una ripresa robusta».

Segnali di miglioramento continuano a provenire anche dalle indagini relative al clima di fiducia delle famiglie che mostra, nel mese di agosto, un'ulteriore crescita, riportandosi sui livelli di inizio 2007. A questo dato si è associato, sempre ad agosto, un contenuto miglioramento del clima di fiducia anche sul versante delle imprese manifatturiere e dei servizi, mentre per il commercio si è riscontrato un arretramento.

Federconsumatori: «La situazione peggiora di giorno in giorno» - Aumenta la cassa integrazione, aumenta la disoccupazione e si contraggono fortemente le vendite a rate (come testimoniano i dati Assofin): a fronte di tale situazione non si capisce proprio dove si scorgano segnali di ripresa.

Noi, purtroppo, confermiamo che questi dati saranno ulteriormente aggravati, per via di mancati introiti da parte delle famiglie, e ipotizziamo, nel 2009, una caduta dei consumi dell’ordine del -2,5-3%.

«La crisi non si scongiura facendo pratica di ottimismo, bensì con interventi tesi ad aumentare i potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso e diminuendo i prezzi, almeno del 20%» – sostiene Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori. Solo dopo tali operazioni si potrà finalmente intravedere qualche segnale di ripresa!

Adiconsum a Confcommercio: progettare insieme - I segnali di ripresa dei consumi, rilevati da Confcommercio - dichiara Paolo Landi, Segretario generale Adiconsum - purtroppo non indicano un'uscita dalla crisi economica. L’incremento di spesa del 500 per cento degli ammortizzatori sociali aumenterà nei prossimi mesi.

Adiconsum, accoglie positivamente le dichiarazioni del Ministro Tremonti - continua Giordano, Segretario Nazionale - sulla copertura economica degli ammortizzatori sociali futuri, ma questo non basta. Bisogna anche liberare risorse per i consumi dei cittadini, detassando in busta paga i salari di produttività e di redditività.

Adiconsum chiede a Confcommercio e a Confesercenti un tavolo di confronto per la ricerca di soluzioni a tutela dei consumatori e di sviluppo della rete commerciale del Paese, che rischia di implodere a fronte del mutamento profondo dei modelli di consumo degli italiani e di un sistema distributivo che deve trasformarsi.

Non serve - continua Giordano - uno sviluppo selvaggio degli Ipermercati, penalizzando i negozi di prossimità, realtà commerciali vicine alle residenze dei consumatori.
Si progetti insieme un sistema distributivo che sviluppi qualità del servizio e beni di consumo a prezzi competitivi.

Per il Codacons segnali troppo deboli e ripresa lontana - Il Codacons non condivide l’ottimismo di Confcommercio sul fronte dei consumi, sulla base dei dati registrati dall’organizzazione che vedono a luglio 2009 un incremento dello 0,5% in termini tendenziali e dello 0,2% rispetto a giugno.

«Si tratta di timidi segnali che non possono ritenersi positivi – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – La ripresa dei consumi è ancora lontana, e le famiglie stringono ancora la cinghia riducendo gli acquisti specie in settori non essenziali. E’ necessario uno sforzo da parte degli esercenti, aumentando la concorrenza, liberalizzando i saldi, e adottando tutte quelle misure utili a far scendere i prezzi al dettaglio».

«Solo di fronte ad una sostanziale riduzione dei listini di almeno il 20% - conclude Rienzi – i consumatori torneranno ad acquistare mettendo in moto l’economia nazionale a vantaggio dell’intero paese».

CIA: «I consumi a tavola restano al palo» - Le tavole degli italiani continuano a risentire della crisi economica. I consumi alimentari segnano una sostanziale stabilità, dovuta anche alla frenata della corsa dei prezzi. Nel primo semestre 2009 si è registrato, in quantità, un lieve aumento (più 0,3 per cento) rispetto allo stesso periodo del 2008, quando, tuttavia, si era avuta una preoccupante caduta. Non certo più incoraggianti le previsioni per l’intero anno che parlano di una crescita di appena lo 0,2 per cento. Una situazione che ha spinto il 60 per cento delle famiglie a modificare il proprio menù, il 35 per cento a limitare gli acquisti, il 34 per cento ad optare per prodotti di qualità inferiore. E’ quanto si ricava da una ricerca della Cia-Confederazione italiana agricoltori condotta a livello territoriale e sulla base dei dati Ismea e Istat che sarà presentata in occasione della terza Conferenza economica che si terrà a Lecce il 2 e 3 ottobre prossimi.

Nel dettaglio, nei primi sei mesi dell’anno -rileva la Cia- si hanno contrazioni nella domanda di derivati dei cereali (meno 2,8 per cento), dovute soprattutto al pane, ai primi piatti surgelati e ai biscotti dolci, mentre continua a tenere la pasta. Si registrano flessioni anche per la carne bovina (meno 2,6 per cento) e avicola (meno 3 per cento), per l’olio di oliva (meno 2,7 per cento) e per i vini e spumanti (meno 2,9 per cento). Da rilevare che tra quest’ultimi, alla buona domanda per i vini a denominazione ha fatto riscontro una diminuzione degli acquisti di vino da tavola e di spumante. Restano, invece, invariati gli acquisti domestici di carne suina, salumi e ortaggi. Una domanda più vivace, invece, si è avuta per il latte e i derivati del latte (più 0,8 per cento), in particolare i formaggi e lo yogurt. In forte crescita, al contrario, i consumi di frutta che hanno segnato un più 4,8 per cento.

Per quanto riguarda le previsioni per l’intero 2009, la Cia -anche sulla base delle rilevazioni Ismea- evidenzia che i consumi dei prodotti agro-alimentari dovrebbero attestarsi, in quantità, sugli stessi livelli del 2008. Anche sul fronte della spesa non sono attesi particolari incrementi, grazie alla stabilità dei listini di cui sta godendo attualmente il mercato. Nel dettaglio, le voci che hanno registrato una flessione della domanda nel primo semestre, rimarranno in trend negativo, ma le contrazioni dovrebbero attenuarsi, mentre dovrebbe proseguire il buon andamento degli acquisti di prodotti ittici, frutta e agrumi e latte e derivati.