23 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Difesa del Made in Italy

Coldiretti: «Nei porti da grano ucraino a funghi cinesi»

Ma anche pomodori secchi in Campania e arance argentine in Sicilia

ROMA - Se nel Porto di Salerno, la patria dell’oro rosso, sono sbarcati pomodori secchi provenienti dall’Egitto e dalla Turchia pronti a diventare Made in Italy a Ravenna è arrivato il grano dall’Ucraina di Chernobyl, da impastare forse come pane nostrano mentre funghi cinesi sono stati sdoganati ad Ancona per finire probabilmente sulle pizze italiane insieme ad olive greche dirette ad Ascoli, nota per le famose olive all’ascolana .

Sono questi sono alcuni sconcertanti esempi di prodotti alimentari in arrivo con le navi scoperti dai manifestanti presenti con i trattori ai presidi della Coldiretti nei porti italiani, sulla base dei dati doganali. Una situazione allarmante che - sottolinea la Coldiretti - conferma una vera invasione di alimenti destinati ad essere spacciati come italiani per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti i prodotti alimentari.

Mentre decine di migliaia di agricoltori sono andati alle frontiere del Brennero, Frejus, Tarvisio e Ventimiglia, millecinquecento agricoltori della Coldiretti hanno circondato lo scalo di Ancona e sono entrati nell’area doganale per controllare i tir che trasportano prodotti alimentari, dall’olio d’oliva ai peperoni, dalla pasta ai meloni provenienti dall’estero mentre al Porto di Ravenna è una barca della Coldiretti a pattugliare i 14 km di costa costeggiando tutta la darsena e a Palermo sono sotto controllo i camion che escono dal Porto. Migliaia di allevatori lombardi hanno invece raggiunto alcune significative industrie del latte che lavorano prodotti importati. E’ di fatto bloccato l’ingresso della Lactis di Albano S. Alessandro in provincia di Bergamo del gruppo Parmalat dove si sono create lunghe file di camion.

Nel porto di Palermo - continua la Coldiretti - sono stati scaricati dal Marocco capperi, una produzione tipica dell’isola, mentre a Brindisi è arrivato dalla Turchia grano duro di cui la regione Puglia detiene il primato nazionale nella coltivazione, mentre a Salerno dall’Uzbekistan sono arrivati ceci anche questi pronti per essere inscatolati e diventare probabilmente minestre di legumi italiane.

Ma non mancano scoperte che lasciano sbigottiti come - precisa la Coldiretti - l’arrivo di arance argentine e di pesche rispettivamente nel porto di Palermo ed in quello di Ravenna che sono le province di maggiore produzione dei due gustosi frutti o anche i limoni argentini a Salerno, a due passi dalla costiera amalfitana dove si trovano i caratteristici limoneti.

«La battaglia continuerà ad oltranza e si estenderà ad altri luoghi strategici con blitz fino a quando - conclude la Coldiretti - non otterremo garanzie sulla trasparenza dell'informazione ai consumatori e sull'etichettatura obbligatoria di tutti i prodotti.