23 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Nomine RAI

Domani nomine al settimo piano, sul tavolo Cda Rai2 e Tg2

Orfeo verso il Tg2, si discute su rete. Slittano Rai3, Tg3 e radio

ROMA - Saranno riempite entro l'estate le caselle strategiche della Rai oggi senza padrone. I vertici di Viale Mazzini lo hanno assicurato in pubblico e in privato, anche ieri durante il colloquio al Colle con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Domani la prima occasione per passare dalle parole ai fatti: alle 13,30 al settimo piano di Viale Mazzini tornerà a riunirsi il Cda della Rai, e sul tavolo non mancherà il dossier nomine.

Non potendo chiudere già domani la questione, l'obiettivo prioritario è quello di assegnare gli incarichi ora mantenuti ad interim: alcuni di questi, sono tra i più delicati dello scacchiere della tv pubblica. Si tratta in primis di Raidue, retto ad interim dal direttore uscente Antonio Marano promosso vice dg, e del Tg2, oggi guidato dall'ex vice direttore Mario De Scalzi. Le ultime limature avverranno domattina: per questo, e per evitare di 'bruciare' i candidati, il dg Mauro Masi ha chiesto, e ottenuto, una deroga all'obbligo di inviare 48-24 ore prima del consiglio i curricula dei nominandi ai consiglieri. Se la partita interna alla maggioranza per il Tg sembra chiusa a favore del direttore del Mattino Mario Orfeo, ancora da giocare il derby per la rete: in campo restano Massimo Liofreddi e Gianvito Lomaglio, seguiti da Pietro Gaffuri, direttore Nuovi Media e Ad di RaiNet, mentre sembra rimanere in panchina la super favorita delle scorse settimane, Susanna Petruni.

Ancora aperto anche il dossier Raitre-Tg3, al punto che le nomine dovrebbero slittare: in fondo, si fa notare al settimo piano, i direttori attuali stanno legittimamente al loro posto. E anche il presidente Paolo Garimberti, qualche giorno fa, accogliendo l'appello «sacrosanto» di Zavoli, invitava riempire i posti «vacanti», mentre «per gli altri possiamo ancora aspettare». L'ingorgo sarebbe tutto interno al Pd, anche se la rappresentanza democratica a viale Mazzini (Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten) vedrebbe bene una conferma di Paolo Ruffini alla rete e la promozione di un interno al Tg3 (si parla di Bianca Berlinguer, ma anche della conferma di Antonio Di Bella se questi non dovesse riuscire a fare il salto alla rete).

E se domani il dg Masi si potrebbe anche liberare di alcuni interim che pesano sulle sue spalle (tra questi Sviluppo e coordinamento commerciale ma anche Relazioni Istituzionali, che potrebbe andare a Marco Simeon, che cura i rapporti tra Mediobanca e Vaticano), rimane aperta la questione radiofonia. I consiglieri aspettano il business plan relativo allo 'spacchettamento', che si vorrebbe a costo zero. Il dg Mauro Masi ha promesso di presentarlo in tempi brevi, dunque già la prossima settimana. E non è detto che, se dovesse essere recapitato ai consiglieri 48 ore prima del Consiglio, si potrebbero distribuire contestualmente gli incarichi (in pole ci sono Bruno Socillo per la radiofonia e Antonio Preziosi per la guida di Radiouno-Gr1, mentre si fa il nome di Flavio Mucciante, quota Udc, per Radiodue-Gr2 e di Marino Sinibaldi, area Pd, per Radiotre. Riccardo Berti potrebbe incassare la guida di Gr3-GrParlamento).

Infine, informativa del dg Masi sullo stato dell'arte della trattativa con Sky. In questi giorni c'è stato un nuovo scambio epistolare tra i vertici di Viale Mazzini e quelli della tv di Murdoch, ma le posizioni sono rimaste praticamente invariate. Oggi Rai, insieme a Mediaset e Telecom, ha presentato la nuova piattaforma satellitare TivùSat, ma, ha assicurato Giancarlo Leone, le reti generaliste non lasceranno Sky, a prescindere dall'esito della trattativa. Resta però da chiarire che fine faranno i canali del bouquet Raisat, se il negoziato dovesse fallire: impossibile pensarne la trasmissione a pagamento su Tivù, che è una piattaforma gratuita, più probabile la loro migrazione sul digitale, dove potrebbero incrementare l'offerta free della Rai (o creare un'offerta pay che faccia concorrenza a Mediaset).