18 gennaio 2020
Aggiornato 07:30
Le imprese hanno bisogno di interventi rapidi e concreti

Latte: le proposte Ue non sono sufficienti

La Cia giudica il documento della Commissione di Bruxelles privo dell’efficacia necessaria per dare risposte valide ai produttori

BRUXELLES - Il documento sul settore lattiero-caseario elaborato dalla Commissione Ue e le dichiarazioni della commissaria all’Agricoltura Mariann Fischer Boel, pur condivisibili in alcune analisi, dimostrano che anche a Bruxelles si sia compresa la drammatica situazione in cui si trovano gli allevatori europei. Tuttavia, le misure proposte non sembrano, per forza ed efficacia, sufficienti ad affrontare le attuali difficoltà del settore. Le aziende zootecniche hanno soprattutto bisogno di interventi rapidi e concreti che solo l’Europa può autorizzare. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale lo scenario odierno ha necessità di politiche realmente incisive per evitare che la crisi, già profonda, travolga, espellendole dal mercato, molte imprese.

Tra le perplessità che suscita il documento dell’Esecutivo comunitario, per la Cia non appare percorribile, ad esempio, per Paesi deficitari come l’Italia la proposta di far pagare la supertassa ai produttori che eccedono la propria quota aziendale, anche se la quota nazionale non risulta superata.

Allo stesso modo, la Cia critica le dichiarazioni della Fischer Boel per la quale anche l’Italia ha bisogno di latte importato per i suoi formaggi. Certo non siamo per il protezionismo, ma vogliamo continuare a produrre tutti i nostri prodotti Dop e di qualità con latte nazionale, come peraltro è previsto dai vari disciplinari.
La Cia, inoltre, si chiede il perché la commissione Ue insista per premi allo stoccaggio di burro e latte in polvere e rifiuti di adottare provvedimenti analoghi per i formaggi, ai quali è destinato il 40 per cento della produzione di latte europeo.

Nel riaffermare il proprio consenso all’estensione del massimale degli aiuti di Stato per gli allevatori di latte, la Cia reputa, però, che questo intervento non sia ancora sufficiente per risolvere le difficoltà delle imprese.
La Cia pensa, altresì, che la grave crisi del settore deve essere affrontata con un’azione comune e concertata tra Unione europea, Stati nazionali e Regioni. In questo senso risulta fondamentale nel nostro Paese la ripresa di un reale rapporto interprofessionale che porti a regole certe per le componenti della filiera ed a prezzi del latte alla stalla condivisi e rispettati. L’importanza del ruolo del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali per avviare questo percorso risulta fondamentale nell’attuale stato di stallo nei rapporti tra industria di trasformazione lattiero casearia e gli allevatori.

Per quanto riguarda l’etichettatura di origine, la Cia, che ha sempre sostenuto la validità di questa iniziativa, auspica che finalmente si passi dalle parole ai fatti concreti. Sarà, infatti, fondamentale capire il come si vuole procedere e su quali settori merceologici del mercato del latte e dei suoi trasformati si renderà obbligatoria l’etichettatura.