18 gennaio 2020
Aggiornato 07:00
Il mercato del lavoro in Italia sta attraversando una «fase difficile»

Cnel: Disoccupazione sale al 9%, a rischio 820mila posti

«Situazione critica e di profonda incertezza»

ROMA - Il mercato del lavoro in Italia sta attraversando una «fase difficile». Pur se con toni meno drammatici rispetto ad altri paesi, i primi mesi del 2009 segnalano una «situazione critica» e di «profonda incertezza». Lo rileva il rapporto sul mercato del lavoro 2008 del Cnel, secondo cui le previsioni per i prossimi mesi sono «molto incerte». Il rapporto stima che nel 2009 ci possa essere una perdita di posti di lavoro tra 350mila e le 540mila unità, se misurate in forze di lavoro, e tra 620mila e le 820mila in termini di unità lavorative annue (Ula).

La disoccupazione, spiega il Cnel, «continuerà ad aumentare e il ricorso agli ammortizzatori sociali sarà ancora significativo». Il ricorso alla cassa integrazione nell`ultimo bimestre «ha registrato un rallentamento - evidenzia il rapporto - ma resta su livelli assoluti molto elevati a testimoniare della profondità della crisi».

Lo stock di disoccupati potrebbe aumentare in una forchetta che oscilla tra 270mila e 460mila unità. Il tasso di disoccupazione a fine anno potrebbe collocarsi, riferisce il Cnel, nella peggiore delle ipotesi poco al di sotto del 9%. «Cruciali nel determinare le caratteristiche e l`intensità della ripresa - sottolinea il rapporto - saranno gli ultimi mesi del 2009 e i primi del 2010. Per questo motivo è importante che ci sia piena consapevolezza del fatto che nei prossimi mesi potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi per estendere e rendere ancora più flessibili i sostegni al reddito».

In questa situazione, i precari sono i più penalizzati. «Il lavoro a termine - aggiunge il rapporto del Cnel - appare subire in maggiore misura i processi di aggiustamento delle imprese, con effetti che sono più intensi sulle classi di età fino a 35 anni, considerata anche la parziale copertura assicurata dal sistema di ammortizzatori sociali». Gli ammortizzatori sociali «si stanno dimostrando più efficaci del previsto nel fronteggiare la caduta dell`occupazione - precisa però il Cnel - le caratteristiche negoziali della cassa integrazione preservano il capitale umano nelle aziende ed evitano, almeno fino a oggi, quei licenziamenti di massa che sarebbero dannosi per le imprese, i lavoratori e il paese».

L`assetto del sistema di ammortizzatori sociali «sarà determinante per garantire la necessaria coesione sociale e la tenuta del sistema produttivo», conclude il Cnel che intende osservare «con attenzione le dinamiche dei prossimi mesi e promuoverà tutte le azioni necessarie nelle sue competenze per assicurare al paese una strategia di uscita dalla crisi che sia virtuosa, efficace e che faccia riprendere una crescita basata sulla produttività, l`occupazione e la dinamica salariale».