18 gennaio 2020
Aggiornato 09:00
Non serve agli allevatori

Latte, CIA: «“no” ad un Piano di abbandono»

La Cia ribadisce tutta la sua contrarietà all’ipotesi formulata dall’Ue. Non si deve ripetere quello che è già accaduto per lo zucchero

ROMA - Non vogliamo che si ripeta quello che è accaduto per il settore dello zucchero. L’ipotesi Piano di abbandono per il latte da parte dell’Ue non serve assolutamente agli allevatori. Per questo ribadiamo con estrema fermezza la nostra contrarietà a destinare i 600 milioni di euro previsti dalla Ue per ritiri dal mercato di polvere di latte e burro.

Lo ha sottolineato la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale, invece, occorre dare reali sostegni direttamente ai produttori che stanno vivendo un momento di grandi difficoltà, con costi in continuo aumento e con un prezzo del latte alla stalla in caduta vertiginosa e, quindi, non più remunerativo.

Per tale ragione, la Cia rinnova le sue forti perplessità, per un eventuale Piano di abbandono che premierebbe in realtà chi già è intenzionato ad uscire dal mercato e non chi con grandi sacrifici e sforzi imprenditoriali continua a cercare di competere con un mercato con prezzi del latte alla stalla al ribasso e costi di produzione in crescita costante.

L’Unione europea -sostiene la Cia- deve, al contrario, decidersi a permettere ed avviare reali e concreti interventi in favore delle imprese zootecniche da latte. Risulta evidente a tutti come proprio il settore dell’allevamento da latte stia vivendo una crisi strutturale e solo sostenendo con provvedimenti mirati e tempestivi le aziende si potrà dare un concreto futuro e prospettive di crescita ad un comparto fondamentale dell’intera agricoltura europea.