Sanità, Sacconi: Sanzioni entro l'estate per Regioni non virtuose
«Un ospedale da 20 posti letto è un pericolo pubblico»
MILANO - Le regioni che non seguiranno un processo «virtuoso» per sistemare i conti della Sanità verranno sanzionati dal governo, che intende trovarne le modalità entro l'estate. Lo afferma il ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, intervenendo al «Dalla spesa storica al costo standard» organizzato da Federsanità.
Italia spaccata in due - Sacconi ha auspicato, per ottenere un contenimento dei costi e ricomporre un'Italia che oggi dal punto di vista sanitario «è spaccata in due» tra un nord efficiente e sud con meno servizi e con i conti in rosso, un «iter della responsabilità». «Ora alcune le Regioni spendono di più erogano di meno - osserva il ministro - perché hanno un eccesso di offerta ospedaliera generalista, spesso pericolosa, organizzata presso ospedali di dimensioni e tecnologie modeste, di per sé pericolosi oltre che costosi, i quali a loro volta determinano un ricorso inappropriato all'ospedalizzazione». Per Sacconi, «un ospedale da 20 posti letto è un pericolo pubblico».
Serve, ha spiegato il ministro, «un'alleanza» tra Stato e regioni virtuose: «Chiedo a questo blocco sociale, politicamente eterogeneo ma omogeneo in termini di interesse nazionale, di muoversi in sintonia». Una strada percorribile, secondo il ministro, che indica il caso della Sicilia, in cui «il processo si è avviato, è scattato un meccanismo. L'importante è avviare meccanismi che stimolino le intelligenze che ci sono».
Secondo il ministro bisogna agire su due versanti: la capacità di monitorare la qualità e di identificare i costi standard: «Dobbiamo però individuare costi ragionevolmente virtuosi», osserva, con criteri di riferimento mobile basati sulle regioni più efficienti.
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