19 luglio 2019
Aggiornato 01:30
Sanità

Nella manovra spunta la norma per «fermare» Zingaretti e De Luca

Reintrodotta l’incompatibilità tra la figura commissariale e ogni altro incarico istituzionale ricoperto nella stessa Regione abolita da Renzi

ROMA - Come annunciato il governo ha deciso per lo stop al «doppio ruolo» tra governatori di Regione e commissari alla sanità. È una delle novità previste nella prima manovra del governo Conte. La norma reintroduce, di fatto, l’incompatibilità tra la figura commissariale e ogni altro incarico istituzionale ricoperto nella stessa Regione, rimosso dall'allora governo Renzi nella legge di bilancio 2017. Una norma che in molti definiscono 'anti Zingaretti e De Luca': entrambi i governatori, infatti, Nicola Zingaretti nel Lazio e Vincenzo De Luca in Campania, sono anche commissari straordinari alla Sanità.

«Servono figure con mani libere»
«Dire basta ai governatori regionali che rivestono anche il ruolo di commissari della sanità vuol dire mettere un freno a vergognosi conflitti d'interessi». Così, in una nota, il senatore molisano del MoVimento 5 Stelle, Luigi Di Marzio, componente della commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama commenta l'inserimento della norma nell manovra. «Basta a casi come De Luca o Zingaretti» prosegue «ma non solo. Scongiuriamo anche la nomina di Toma a commissario del Molise e questo perché servono figure tecniche, con le mani libere, non politiche, che portino avanti scelte razionali, che salvino le Regioni da scelte scellerate del passato, senza interessi di alcun genere».

«Nella sanità finisce l'era della doppia casacca
«Mai più casi De Luca e Zingaretti. L'avevamo promesso e lo abbiamo fatto» commentano i deputati 5 stelle della commissione Affari Sociali della Camera. «Finalmente mettiamo fine alla vergognosa epoca della doppia casacca per i presidenti delle Regioni» che «in pieno conflitto di interessi» venivano chiamati a porre rimedio come commissari della sanità «ai disastri che producevano dal punto di vista politico. Stoppiamo una prassi scandalosa portata avanti dai Governi Pd. Un metodo che ha ingrossato le loro clientele e ha fatto danni gravissimi alla sanità di quelle regioni». Una medaglia che i parlamentari appuntano al petto del governo del cambiamento: con l'incompatibilità tra la carica di Commissario della Sanità e ogni incarico istituzionale presso la regione vincolata a commissariamento l'incarico dovrà passare a un soggetto terzo. «Si è definitivamente conclusa l'era di politici che occupano poltrone di commissario per coprire la propria gestione fallimentare o per farsi la campagna elettorale sulla pelle dei cittadini».