2 agosto 2021
Aggiornato 08:30

Scioperi e manfiestazioni contro il taglio di 320 posti di lavoro alla San Pellegrino

La S.Pellegrino è di proprietà della multinazionale Nestlè, conta in Italia 10 siti produttivi compresa sede centrale, occupa circa 1.850 lavoratori

Il gruppo delle acque e delle bevande San Pellegrino ha presentato alle Organizzazioni sindacali un piano di riorganizzazione che prevede la riduzione della sua capacità produttiva e il licenziamento di circa 320 lavoratori.
La San Pellegrino è di proprietà della multinazionale Nestlè, conta in Italia 10 siti produttivi compresa sede centrale, occupa circa 1.850 lavoratori e gestisce marchi come Vera, Lievissima, Recoaro, San Bernardo, Panna e Pejo per un fatturato che si aggira intorno ai 900 milioni di euro.

A fronte di una produzione di circa 3 miliardi di bottiglie la S.Pellegrino ha dovuto registrare un calo delle vendite pari a circa 300 milioni di bottiglie mentre i dazi doganali Usa mettono in discussione altri 200 milioni di bottiglie.
«Tutto questo però» – ha dichiarato il Segretario nazionale della Flai-Cgil Antonio Mattioli – «non deve dare la possibilità all’azienda di presentare un piano che scarica gli effetti della crisi esclusivamente sul lavoro dipendente».
«Il piano che ci è stato presentato» – ha continuato Mattioli – « è indecente perché la Nestlè ha guadagnato fino ad oggi milioni di euro nel nostro paese ed ora alza bandiera bianca, non curandosi del destino di 320 famiglie italiane».

Le Organizzazioni sindacali hanno rimandato al mittente il piano, chiedendo all’azienda di tornare sui propri passi, e si apprestano ora a dare vita ad una intensa fase di mobilitazione. Sono previste, infatti, 8 ore di sciopero, 4 delle quali nei singoli siti e altre 4 da svolgersi contemporaneamente in tutti i siti il prossimo 25 marzo.
Ad aprile, invece, si terrà a Milano una manifestazione nazionale di tutti i lavoratori della S.Pellegrino, accompagnata da altre 8 ore di sciopero.