30 luglio 2021
Aggiornato 04:00
Ufficio Studi Federalimentare

I prezzi alimentari sono già rientrati

L’Industria alimentare chiede di mantenere ed incrementare la produzione agricola e zootecnica nazionale

La punta dei prezzi alimentari alla produzione, sotto la spinta dell’impennata delle materie prime, è stata raggiunta nel giugno 2008, con un +10,7% medio rispetto al giugno 2007, da allora ha avuto inizio una rapida discesa, al punto che il tendenziale sui dodici mesi (dicembre 2008 su dicembre 2007) è crollato al +1,8%. Se si prendono in considerazione gli ultimi sei mesi del 2008 (giugno-dicembre), i prezzi alimentari alla produzione sono addirittura diminuiti del -1,0%.

Con il «rientro» dei prezzi il settore è quindi tornato ad essere «calmieratore», come è sempre stato fino alla crisi delle commodity.
Nel semestre luglio 08-gennaio 09 (i prezzi al consumo sono più aggiornati di quelli alla produzione), l’inflazione è calata del -0,9%, mentre i prezzi al consumo dell’alimentare lavorato sono saliti del +1,5%, a vantaggio degli operatori della distribuzione.

Se gli ultimi dati di gennaio dicono che i prezzi al consumo dell’»alimentare lavorato» segnano ancora un +4,8% rispetto al gennaio 2007, una percentuale decisamente superiore al trend parallelo dei prezzi alla produzione, è solo perché occorre ancora smaltire «l’eredità» dei primi mesi del 2008. In realtà, la corsa dei prezzi è finita e il gennaio 2009 è in frenata.

Visto l’esaurirsi della spinta sui prezzi e viste le difficoltà sul mercato agroalimentare e sui consumi finali, «L«Industria alimentare italiana e» vicina a quella Amministrazione che sviluppa iniziative finalizzate a mantenere ed incrementare in Italia la produzione agricola e zootecnica». Dichiara Luigi Scordamaglia Consigliere Incaricato di Federalimentare e Vice Presidente di Assocarni, «dopo anni di politiche comunitarie e nazionali che hanno avuto come unico risultato quello di smantellare la produzione, come nel caso dei bovini da carne e da latte del nostro Paese, i recenti risultati raggiunti a Bruxelles con l«health check e il futuro impiego delle risorse nazionali dell«articolo 69 nel sostegno anche accoppiato della vera produzione e» una inversione di tendenza che va riconosciuta al Ministro Zaia al di la» di qualsiasi sterile polemica.»