2 agosto 2021
Aggiornato 08:00
L’analisi e i dati del sindacato

La Cisl Fp lancia il confronto sulla situazione del precariato nella Pa

“Fare luce sulle criticità per dare continuità al lavoro e ai servizi pubblici”

Se partirà come promesso dal ministro Brunetta il monitoraggio sulla situazione del precariato nelle amministrazioni pubbliche, è bene che ciò avvenga attraverso un confronto serio e approfondito con le organizzazioni sindacali. Questo il messaggio che la Cisl Fp lancia al governo dopo le polemiche dei giorni scorsi.

La Cisl Fp si dichiara infatti pronta a sedersi intorno ad un tavolo e a discutere sulla base di dati concreti, un problema complesso e articolato che ha bisogno di essere trattato con la volontà di trovare una soluzione condivisa, nell’interesse dei tanti lavoratori atipici che svolgono con competenza un servizio pubblico, ma anche dei cittadini che vogliono un sistema più moderno e più efficiente. Per questo il sindacato cislino dei pubblici è disposto a mettere a disposizione del Ministro i dati rilevati dal proprio servizio di monitoraggio interno.

Nel frattempo – si sottolinea - è necessaria una corretta informazione sul fenomeno e anche sull’importante azione svolta in questi anni dal sindacato confederale a livello nazionale e locale, che ha permesso nel corso degli ultimi mesi del 2007 e durante il 2008 e il 2009 di stabilizzare migliaia lavoratori precari con le caratteristiche di professionalità e di esperienza minima necessaria.

Basti pensare che la Ragioneria dello Stato nell’ultimo conto annuale disponibile, quello relativo al 2007, rileva nei Ministeri 5.095 lavoratori precari, nelle Agenzie Fiscali 1.876, negli enti Enti Pubblici non economici 2.372, nella Sanità 35.552, nelle Autonomie Locali 55.806.

Da allora però i percorsi di stabilizzazione messi un atto sulla base dei criteri delle finanziarie 2007 e 2008, hanno inciso profondamente sulla situazione. Le due manovre prevedevano infatti che si dovesse provvedere ad assorbire i lavoratori con contratto di formazione lavoro o a tempo determinato qualora avessero prestato servizio presso la Pa per almeno tre anni, anche se non consecutivi.

Nei Ministeri si è proceduto alla stabilizzazione di oltre 5.000 lavoratori, la totalità di quelli che presentavano i requisiti previsti, mentre ne sono rimaste fuori le poche centinaia di lavoratori che li devono ancora maturare. Nelle Agenzie fiscali sono stati stabilizzati tutti i contratti di formazione lavoro e a tempo determinato.

Altrettanto per gli Enti pubblici non economici, ad eccezione dell’incresciosa vicenda dei 1.590 precari della Croce Rossa che si auspica possano trovare una risposta con il provvedimento legislativo in discussione in parlamento.

Nella Sanità, grazie ad un importante impegno sindacale, gli Assessorati alla salute di tutte le regioni hanno messo a disposizione le risorse necessarie e sono stati definiti accordi per la stabilizzazione dei lavoratori precari in possesso dei requisiti richiesti dalle leggi finanziarie.

Queste intese hanno previsto l’assorbimento dei precari in un arco di tempo triennale o al massimo quinquennale: l’effetto è stato quello di portare all’assunzione a tempo indeterminato del 70% dei lavoratori precari, se si eccettuano le regioni sottoposte a piano di rientro o con gravi dissesti dovuti a deficit sanitari.

Per i Comuni gli accordi di stabilizzazione sono stati definiti a livello aziendale e sono stati finanziati dai bilanci comunali. Si può stimare che abbiano riguardato un buon 60% dei lavoratori precari con i requisiti previsti dalla leggi finanziarie.

Certamente – afferma la Cisl Fp - questo percorso deve ora poter proseguire, a livello decentrato e nazionale, per i precari in servizio presso le amministrazioni pubbliche che nel frattempo non hanno trovato risposta ad una condizione che di certo deve essere superata. Anche per non mandare in fumo l’investimento fatto sulle professionalità e le competenze di lavoratori spesso giovani e altamente qualificati, che contribuiscono con impegno all’erogazione e al miglioramento delle prestazioni e dei servizi pubblici.