28 marzo 2020
Aggiornato 18:00

TFR, Piccinini: richiesta legittima se riferita a parte no previdenza complementare

“No a rientro tout court nelle aziende, Sì ampliamento anticipazione ai lavoratori”

ROMA – «Se la Marcegaglia, si riferisce a quella parte del Tfr non utilizzato dai lavoratori per la previdenza complementare, e che dal 2007 le aziende con oltre 50 dipendenti versano all’Inps, riteniamo che sia legittimo che il sistema delle imprese chieda che quelle risorse vengano utilizzate tutte a sostegno delle attività produttive e dello sviluppo del paese». Così la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, commenta la proposta lanciata oggi dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

D’altronde, continua la dirigente sindacale, «questo era l’obiettivo con il quale il fondo stesso era stato istituito dall’allora governo Prodi. Obiettivo che nel tempo si è disperso provocando una situazione per la quale parte significativa di quelle risorse sono ora desinate ad altri scopi, compreso il finanziamento del Ministero della Difesa». Tuttavia, aggiunge Piccinini, «pensiamo che per raggiungere l’obiettivo originario sia controproducente ipotizzare il ritorno tout court del Tfr nelle singole aziende perché questo determinerebbe ulteriori complicazioni nel rapporto tra azienda, Inps e lavoratori, con il rischio, non secondario per il lavoratore, di veder ridotta la possibilità di conseguire tutte le sue spettanze alla cessazione del rapporto di lavoro».

«Sarebbe, infine, opportuno - conclude Piccinini - che il sistema delle imprese si rendesse disponibile ad ampliare le possibilità di anticipazione del Tfr ai lavoratori, oltre i casi già previsti, proprio per far fronte anche a questa situazione di crisi».

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