15 aprile 2021
Aggiornato 09:30
Energia

Rigassificatore di Porto Empedocle, conclusa la conferenza dei servizi

Il passo successivo è l'emanazione del decreto autorizzativo per la costruzione e l'esercizio dell'impianto

PALERMO - Si è conclusa oggi la conferenza dei servizi, per la realizzazione del rigassificatore di Porto Empedocle, con l'acquisizione dei pareri favorevoli di tutti i soggetti interessati.
Il passo successivo è l'emanazione del decreto autorizzativo per la costruzione e l'esercizio dell'impianto che dovrà essere firmato dall'assessore regionale all'Industria, Pippo Gianni e dai ministri per l’Ambiente e delle Infrastrutture.

L'assessore Gianni ha espresso soddisfazione per la positiva conclusione dell' iter ed ha ringraziato tutte le Istituzioni che hanno partecipato con spirito collaborativo alla conferenza dei servizi, che hanno reso possibile, con il loro impegno, la conclusione dell’iter in appena sei mesi.
Ciò rappresenta un segnale forte della capacità della Regione di rispondere in tempi rapidi alle richieste delle aziende che vogliono investire sul territorio regionale.

L' assessore ha, inoltre, sottolineato l'importanza di questa operazione, che avrà importanti ricadute socio-economiche per il contesto in cui si collocherà e per la Sicilia in generale, anche in relazione alle misure previste a favore del territorio.
Infine, Gianni ha dichiarato, con soddisfazione, che Nuove Energie, la società del gruppo Enel che realizzerà l'impianto, ha accolto la sua richiesta di trasferire in Sicilia la sede legale della società. Ciò consentirà alla Regione siciliana di percepire gli introiti fiscali derivati dal funzionamento dell'impianto.
«Ancora una volta abbiamo dimostrato - ha dichiarato l'assessore Gianni - che la Sicilia ha a cuore i problemi energetici del paese, autorizzando un'opera che contribuirà ad allentare la dipendenza dai tradizionali fornitori di gas. Chiediamo, però, al resto del paese, il rispetto del principio di solidarietà che si concretizza nel non penalizzare ulteriormente, attraverso l'applicazione di un falso federalismo, le famiglie e le industrie siciliane».