15 aprile 2021
Aggiornato 08:30
Serracchiani: «Contrarie tutte le istituzioni locali»

Rigassificatore di Zaule, la Slovenia vuole vederci chiaro

Il ministero dell'Ambiente sloveno ha diffuso un comunicato in cui ha spiegato che Lubiana ha chiesto a Roma «informazioni e spiegazioni ufficiali» sulla costruzione del terminale per il gas liquido naturale (Gnl) a Trieste.

LUBIANA – La Slovenia vuole vederci chiaro sulle intenzioni italiane di realizzare un rigassificatore nel golfo di Trieste.

LA SLOVENIA CHIEDE SPIEGAZIONI - Il ministero dell'Ambiente sloveno ha diffuso un comunicato nei giorni scorsi, in cui ha spiegato che Lubiana ha chiesto a Roma «informazioni e spiegazioni ufficiali» sulla costruzione del terminale per il gas liquido naturale (Gnl) di Zaule. Nelle scorse settimane infatti il progetto è tornato d'attualità a Trieste, dopo che il ministero dell'Ambiente ha ritirato la sospensione al piano di valutazione ambientale (Via), spiegando che non sussistono aspetti di incompatibilità ambientale fra l'impianto e il nuovo piano regolatore portuale cittadino. «In Italia abbiamo già chiesto informazioni e spiegazioni ufficiali. Noi ci aspettiamo che l'Italia ci notifichi ufficialmente, ai sensi dell'articolo 6 della Convenzione sugli effetti ambientali transfrontalieri», è scritto nella nota slovena. Questa non è la prima volta che la Slovenia protesta in merito alla volontà italiana di realizzare i due terminali per il Gnl, uno sulla terraferma e uno in mare, a pochi chilometri dal confine fra i due Paesi. Nel 2013 la questione aveva incrinato le relazioni bilaterali fra Lubiana e Roma, con il governo sloveno che si era opposto al progetto anche in sede europea.

SERRACCHIANI, PROGETTO INCOMPATIBILE CON PORTO - Recentemente la governatrice del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha ribadito la contrarietà della sua giunta all'impianto di Zaule durante l’incontro a Roma del 5 marzo scorso con il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti. «Ho ribadito al ministro quelle che sono le nostre contrarietà, nostre e di tutte le istituzioni locali, all’impianto nel golfo di Trieste. Rispetto al parere della Commissione Via, siamo in grado di formulare delle controdeduzioni puntuali, dimostrando con elementi oggettivi l’incompatibilità fra il rigassificatore e le prospettive di sviluppo dei traffici portuali previste dal nuovo Piano regolatore. In ogni caso – ha aggiunto – esprimeremo la nostra contrarietà attraverso la presentazione delle controdeduzioni della Regione nell’ambito della Conferenza dei servizi che sarà indetta dal ministero dello Sviluppo economico. Non derogheremo dalla linea che abbiamo già più volte sostenuto in tutte le occasioni in cui la Regione è stata chiamata a esprimersi, sulla base di una precisa delibera approvata dalla giunta regionale».

PRODANI, IL GOVERNO CHIARISCA - Anche alla Camera c'è chi ha chiesto al governo Renzi chiarezza. L'ex grillino ora gruppo Misto, Aris Prodani, ha presentato un'interrogazione al ministero dello Sviluppo economico per sapere «quali siano le motivazioni e gli eventuali elementi di novità che hanno portato alla modifica della procedura delineata dal sottosegretario De Vincenti nella risposta del 3 giugno 2014, con la quale ha sottolineato che i ritardi per la chiusura della pratica fossero dovuti ad una questione formale, visto il cambio ai vertici dei Ministeri interessati». Inoltre Prodani ha invitato il ministero a «chiarire - alla luce del recente parere della Commissione via - quali siano le intenzioni del governo in relazione al progetto dell'impianto Gnl di Zaule».