10 dicembre 2019
Aggiornato 00:00
Imprese cooperative

Sartor: «Istituito un centro studi per la cooperazione»

«Finanziato il fondo di rotazione per le imprese cooperative con 3 milioni e mezzo di euro»

Il sistema cooperativo veneto ha saputo valorizzare sul terreno economico i nostri tratti socio culturali, e cioè i forti legami con la famiglia e con le comunità locali, che per altro sono fortemente mutati con il trascorrere del tempo e sono divenuti importanti fattori di vantaggio competitivo. Siamo attualmente l’economia della tecnologia flessibile; della specializzazione nei settori tradizionali; della produzione incentrata su reali beni di consumo; della forte apertura verso i mercati esteri.

Negli ultimi tempi la crescita economica della Regione del Veneto, alla pari di quanto è accaduto al resto dell’economia nazionale e mondiale, ha tuttavia incontrato problemi e difficoltà che rendono improponibile pensare al futuro in termini di pura e semplice continuità col passato. «Nella difficile congiuntura globale finanziaria che stiamo attraversando - ha detto l’assessore all’Economia, Vendemiano Sartor - non dobbiamo sopravvivere, ma cavalcare le possibilità e le opportunità che si stanno determinando: si deve, insomma, continuare a operare per fare innovazione e per fare rete.»

«La cooperazione - ha ribadito l’assessore - è una parte importante del sistema economico veneto con solide radici, con grande tradizione e con potenzialità enormi nella nuova e nella vecchia economia. La cooperazione è soprattutto testimonianza di valori morali. Per questo la Regione del Veneto, con una specifica deliberazione, ha stanziato tre milioni e mezzo di euro di contributi per favorire lo sviluppo del sistema cooperativo.» Due milioni e mezzo serviranno a copertura del fondo di rotazione istituito dalla legge regionale, 800 mila euro andranno a sostegno dell’associazionismo, 155 mila euro saranno invece utilizzati per la costituzione di un Centro studi per monitorare e censire la situazione e principalmente per elaborare nuove proposte di indirizzo. Il fondo di rotazione prevede un finanziamento a tasso agevolato pari al cento per cento del costo del progetto ammesso con un valore minimo di 25 mila euro sino a un massimo di 300 mila euro. La strumentazione è a sportello e pertanto non ci sono più tempi di scadenza per la presentazione delle domande.

«Il centro studi - ha anticipato l’assessore - nasce per essere non solo una banca dati, ma uno strumento propositivo, agile e aperto alle esigenze del territorio. L’idea è far sedere a uno stesso tavolo le diverse rappresentanze dell’associazionismo cooperativo per farle relazionare e per creare rinnovate sinergie. Ecco perché non si può parlare di un osservatorio, bensì di una struttura in grado di intervenire orientando azioni di qualità a supporto delle cooperative.» Le cooperative devono proseguire nel percorso di proposta di forme di impresa molto attente alle persone.

«La cooperazione - ha concluso Sartor - non deve, insomma, essere una forma imprenditoriale di nicchia per la soluzione di criticità di carattere sociale, ma essenzialmente una forma imprenditoriale in grado di competere con le altre realtà nel mercato attraverso lo sviluppo di ogni forma di aggregazione, punto ancora debole della nostra economia, su cui occorre insieme lavorare.»