25 maggio 2020
Aggiornato 01:00
La Legacoop di Emilia Romagna si difende

Monti: «Noi onesti, chi ha sbagliato paghi»

La Lega Nord dell'Emilia Romagna presenta un'interrogazione parlamentare per sviscerare a fondo lo scandalo che negli ultimi giorni ha investito il mondo delle cooperative. Il presidente di Legacoop dell'Emilia Romagna risponde che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio: «La cooperazione è altro».

BOLOGNA (Askanews) - La Lega Nord dell'Emilia-Romagna ha presentato un'interrogazione in Assemblea legislativa per chiedere «quali siano attualmente i lavori di appalto affidati dalla Regione Emilia-Romagna a Cpl Concordia», l'azienda coinvolta nell'inchiesta per la metanizzazione dell'Isola di Ischia, «con quali scadenze e per quale entità economica». Il Carroccio, dopo l'arresto di dirigenti e dell'ex presidente della cooperativa modenese, ha chiesto se «l'attuale presidente della giunta regionale, Stefano Bonaccini, e altri assessori abbiano ricevuto finanziamenti da Cpl Concordia per la propria campagna elettorale per le elezioni regionali 2014».

L'INTERROGAZIONE DELLA LEGA - «Nei soli anni che vanno dal 2009 al 2014 - si legge nell'interrogazione della Lega Nord - la Regione Emilia-Romagna ha adottato alcuni atti amministrativi per affidare lavori di vario genere alla cooperativa», tra cui «la realizzazione del business continuity del Ced nella sede regionale di viale della Fiera per un importo di oltre 215 mila euro». Inoltre, rimarcano i consiglieri, «l'attuale sindaco di Modena, ed ex assessore nella scorsa giunta regionale, ha recentemente confermato agli organi di stampa di aver ricevuto finanziamenti proprio da Cpl per la propria campagna elettorale da sindaco». I leghisti hanno inoltre chiesto alla giunta di «riferire in aula sull'attuale situazione economica regionale, alla luce dei numerosi scandali che coinvolgono noti colossi del mondo cooperativo emiliano romagnolo, viste le possibili ricadute delle inchieste sul loro stato finanziario e sul piano occupazionale».

LA MAGISTRATURA TAGLI I TENTACOLI DEI CORROTTI - «In un paese dove la corruzione dilaga - ha spiegato il presidente di Legacoop Emilia-Romagna - è evidente che qualcuno, di tutte le imprese non solo le coop, può aver commesso qualche errore. Io ricordo, però, che su dieci cooperatori messi in galera dal 1992 ad oggi, la grande parte di questi è uscita col certificato di non ave commesso il fatto». Quindi la magistratura deve andare avanti «sino in fondo», per «tagliare davvero i tentacoli» della corruzione; «non deve guardare in faccia a nessuno neanche se si tratta di un presidente o di un ex presidente di una cooperativa come nel caso di Cpl». Però «sono i processi che diranno se quelle accuse corrispondono al vero o meno. Noi - ha precisato Monti - andiamo avanti per modificare i regolamenti delle governance per le nostre cooperative: non si può rimanere per 38 anni presidente di una coop».

LA COOPERAZIONE NON E' CORRUZIONE«Siamo impegnati ogni giorni a lavorare per lo sviluppo e per affrontare i problemi del lavoro e della crescita del nostro territorio - ha concluso -. Non siamo né un branco di mandarini», come ha definito il mondo della cooperazione l'ex manager di Unipol Giovanni Consorte in un'intervista «né un branco di gente che appartiene a un sistema corrotto. Chi dice queste cose gliele rimetto in bocca totalmente. Sono molto arrabbiato con chi commette errori, ma anche con chi fa delle affermazioni per pura speculazione politica o per ripensare a fatti che individualmente l'hanno coinvolto. La cooperazione è altra cosa».

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