19 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
L'amministrativista: grandi o piccole valgono gli stessi privilegi

Marco Orlando: «Attenzione ad un uso distorto degli utili»

Dopo gli ultimi scandali che le hanno rese protagoniste della cronaca, al DiariodelWeb.it è intervenuto Marco Orlando, avvocato amministrativista del Forum di Roma, per parlarci delle cooperative. Ecco perché i loro utili - che non dovrebbero essere redistribuiti tra i soci, ma sempre reimpiegati per la sopravvivenza stessa delle coop – prendono strade ambigue e «alternative».

ROMA – Dopo gli ultimi scandali che le hanno rese protagoniste della cronaca, al DiariodelWeb.it è intervenuto Marco Orlando, avvocato amministrativista del Forum di Roma, per parlarci delle cooperative. Ecco perché i loro utili - che non dovrebbero essere redistribuiti tra i soci, ma sempre reimpiegati per la sopravvivenza stessa delle coop – prendono strade ambigue e «alternative».

I privilegi sono gli stessi per tutte le cooperative?
«Il discorso dei privilegi riguarda le norme, che si applicano indistintamente a tutte le cooperative, indipendentemente dal fatto che siano piccole o grandi.»

In passato, se non erro con Tremonti, si è cercato di cambiare la normativa sulle cooperative, ma non se n'è fatto nulla: è così?
«Se mi posso permettere, è sempre un discorso politico. Tremonti aveva interesse a regolamentare in maniera diversa la normativa delle cooperative; mentre chi ha altre ideologie politiche aveva finalità diverse nel lasciare inalterata la normativa delle cooperative sul territorio nazionale. E' evidente: il discorso è solo questo. In buona sostanza, tutto è rimasto inalterato da quando le leggi sulle cooperative sono state introdotte, cioè dagli anni Settanta. Quindi non credo neanche che ci sia la volontà di cambiare le cose.»

Perché le cooperative hanno considerevoli vantaggi fiscali?
«La cooperativa ha dei vantaggi perché la sua finalità ultima è quella mutualistica, in ragione dei servizi che offre e dei compiti che svolge.»

Si è visto, però, che questi soldi (utili che non dovrebbero essere redistribuiti ma impiegati per investimenti) finiscono chissà dove: come mai?
«Sì, ma questa è un'applicazione distorta della legge e delle disposizioni normative. I privilegi di cui godono le cooperative dovrebbero essere finalizzati sempre a un riutilizzo per la vita stessa della cooperativa e in funzione della finalità ultima che questa deve sempre perseguire. Questo, nella teoria. Poi, in sostanza, si è verificata una stortura sostanziale che ha portato allo sviamento delle risorse per finalità che nulla dovrebbero avere a che fare con le cooperative. Secondo il mio parere, quello che abbiamo visto rappresenta solo la punta di un iceberg. Chissà quante altre ce ne sono nelle stesse condizioni e cosa succede da altre parti, visto che sono presenti su tutto il territorio nazionale... Oggi parliamo di Roma, solo perché è successo a Roma. Al Sud Italia non sarebbe diverso.»