30 agosto 2025
Aggiornato 05:00
Il futuro della politica agricola comune

Premiare la produzione di qualità e i valori aggiunti positivi per la biodiversità

Lipu: «La PAC sia sostenibile»

Sostegno alla produzione di qualità e agli agricoltori che producono ambiente e natura. E’ quanto sottolinea la LIPU-BirdLife Italia a proposito del futuro della PAC (Politica Agricola Comune) affinché si trasformi in una politica in grado di tutelare la biodiversità e le specie tipiche che vivono e si riproducono negli ambienti agricoli, in linea con gli obiettivi che la UE ha fissato a Goteborg nel 2001.

La LIPU - intervenuta su invito del Ministero delle Politiche Agricole sul tema agricoltura e biodiversità al convegno «Le nuove sfide dello sviluppo rurale in Italia: tra Health Check e riforma del bilancio UE« che si è tenuto nei giorni scorsi a Treviso - sottolinea l’urgenza di finalizzare la Politica Agricola Comune al principio della sostenibilità ambientale, passando dagli attuali due pilastri a un unico fondo per lo «Sviluppo rurale sostenibile e la gestione del territorio». Oltre a norme di base uguali per tutti e basate sul principio del «non danneggiare», questo fondo prevede schemi agroambientali di base per incoraggiare l’attuazione di pratiche agricole sostenibili e schemi agroambientali avanzati indirizzati ad aree specifiche e a problematiche ambientali peculiari, come la conservazione di specie o habitat a rischio.

«Il sistema – ha spiegato Patrizia Rossi, Responsabile Agricoltura LIPU – è fondato sul principio di offrire a tutti gli agricoltori l’opportunità di ricevere un sostegno per adottare pratiche agricole sostenibili al fine di pagare i valori aggiunti prodotti, ossia le esternalità positive, che l’agricoltura può produrre e che il mercato ancora non è in grado di remunerare. Ciò – prosegue Rossi – permetterebbe sia di migliorare la qualità ambientale dell’habitat agricolo e lo stato di conservazione di particolari specie selvatiche e dei loro habitat, mantenendo aziende agricole sane e capaci di produrre reddito».

L’intervento LIPU si è inoltre soffermato sui rapporti tra PAC e Rete Natura 2000, l’insieme dei siti finalizzati alla protezione della biodiversità in Europa, la cui gestione è una delle priorità della Politica di Sviluppo Rurale europea. LIPU ha sottolineato che la futura Politica Agricola Comune dovrà giocare un ruolo chiave nel garantire la corretta gestione dei siti nei quali l’agricoltura ha un impatto. «La gestione dei siti Rete Natura 2000 – ha spiegato Patrizia Rossi - oltre a permettere di salvare specie e habitat dall’estinzione, può anche creare posti di lavoro tramite il turismo e la fornitura di servizi ecologici»

Infine il problema dell’abbandono, la principale minaccia alla biodiversità in molte aree marginali d’Europa, che in Italia sono rappresentate dalle aree montane. «La fragile economia delle aree marginali a elevato valore naturalistico – ha aggiunto Rossi - necessita di strumenti finanziari dedicati, che potrebbero essere costituiti dall’evoluzione dell’attuale misura Indennità per le aree svantaggiate. Uno strumento insomma che sostenga l’agricoltura sostenibile in tali aree a vantaggio dell’ambiente e dell’economia locale».