27 aprile 2024
Aggiornato 02:30
Crack Lehman Brothers

Lehman&brothers: Confconsumatori contesta la responsabilità delle banche

A fronte della dichiarazione di fallimento (“Chapter 11”) della società americana Lehman&brothers il 15 settembre 2008, Confconsumatori mette a disposizione dei risparmiatori l’esperienza dei propri legali

A fronte della dichiarazione di fallimento («Chapter 11») della società americana Lehman&brothers il 15 settembre 2008, Confconsumatori mette a disposizione dei risparmiatori l’esperienza dei propri legali.
Ad oggi vi è la possibilità di agire in giudizio contro gli istituti di credito che hanno venduto obbligazioni Lehman&brothers o polizze index linked connesse alla società.

Confconsumatori denuncia il fatto che gli istituti di credito, in quanto operatori qualificati, conoscessero - o avessero il dovere di conoscere - la grave situazione finanziaria della Lehman già dal 2007. Molti investimenti sono stati fatti per lo più nel 2008, anno nel quale il gruppo americano, di mese in mese, stava andando a picco.

Altro presupposto su cui fare valere la responsabilità delle banche e la nullità dei contratti è l’art. 100 bis del Testo Unico Finanziario, che stabilisce l’obbligo di prospetto informativo nell’ipotesi in cui, come nel caso in questione, i bond emessi all’estero ed acquistati da investitori istituzionali (ad es. le banche), siano rivenduti ai piccoli risparmiatori nei dodici mesi successivi.

Inoltre, Confconsumatori avverte i cittadini sui rischi connessi alla sottoscrizione di polizze index linked, che non sono polizze assicurative nel senso classico del termine, ma sono di fatto veri e propri investimenti finanziari privi di garanzia per il capitale, essendo direttamente collegate all’andamento del valore di un indice azionario o di un altro valore di riferimento.
Risulta all’associazione che numerose polizze index linked collegate a titoli Lehman siano state fatte sottoscrivere da Istituti di credito e Compagnie di assicurazione ad ignari cittadini, convinti di aver stipulato innocue polizze vita. Alla luce di recenti sentenze favorevoli ai risparmiatori, è possibile chiedere la nullità o la risoluzione del contratto, con contestuale risarcimento danni.