25 febbraio 2020
Aggiornato 13:00
Dal 18 maggio in Italia

«Margin Call» ispirato al fallimento di Lehman Brothers

Le 24 ore che precedono la grande crisi finanziaria del 2008. Un film indipendente costato poco più di 3 milioni di dollari, che finora ne ha incassati più di 13. Nel cast Kevin Spacey a Jeremy Irons a Stanley Tucci a Demi Moore

ROMA - Le drammatiche 24 ore che diedero il via alla grande crisi finanziaria del 2008 arrivano sul grande schermo: dal 18 maggio sarà nei cinema italiani «Margin Call», il film ispirato al fallimento della Lehman Brothers dell'esordiente J.C. Chandor. Il regista, figlio di un dirigente della Merrill Lynch, svela i dietro le quinte che portarono la banca di investimenti a vendere in poche ore tutti i propri titoli tossici, dando il via a una spirale che ha conseguenze ancora oggi. «Margin Call» è un film indipendente costato poco più di 3 milioni di dollari, che finora ne ha incassati più di 13, anche grazie al supercast che il regista è riuscito a mettere insieme per interpretare i vertici della banca, da Kevin Spacey a Jeremy Irons a Stanley Tucci a Demi Moore.

Confronto tra gli studenti della Luiss e economisti - Alla proiezione per la stampa oggi a Roma è seguito un confronto tra studenti della Luiss e economisti, per discutere sulle dinamiche che hanno portato alla grande crisi economica. Il professor Pietro Reichlin, prorettore alla Ricerca della Luiss, ha spiegato che il film mostra bene l'incompetenza di quegli amministratori e la spregiudicatezza e il cinismo che hanno guidato le loro azioni, ma «non mostra l'altra componente dell'inizio della crisi finanziaria, caratterizzata dal panico, dal contagio, che ha poi coinvolto tutti, anche le banche sane». Raffaele Oriani, professore di Finanza Associata della Luiss, ha sottolineato che il film «mette in evidenza lo scollamento tra economia reale e mercati finanziari» e che a 5 anni da quelle ore drammatiche «sono le imprese che stanno pagando ancora dure conseguenze, perché le banche non le supportano anche se il loro business va bene».