12 dicembre 2019
Aggiornato 23:00
Pubblica Amministrazione

Concorso vignette contro Brunetta: le decisioni della giuria

E’ Gianfranco Uber, genovese, pensionato ex bancario di 65 anni il vincitore del concorso per la più graffiante vignetta contro il ministro Renato Brunetta e la sua politica di riforma della Pubblica Amministrazione

E’ Gianfranco Uber, genovese, pensionato ex bancario di 65 anni il vincitore del concorso per la più graffiante vignetta contro il ministro Renato Brunetta e la sua politica di riforma della Pubblica Amministrazione. Lo ha deciso all’unanimità la giuria composta dal disegnatore Vincino, dal critico d’arte Achille Bonito Oliva e dal disegnatore e autore televisivo Stefano Disegni che questa mattina si è riunita a Palazzo Vidoni. Il disegno - che raffigura un Brunetta versione Mao Tze Tung che brandisce orgoglioso un libretto rosso (della mutua?), accompagnato dalla scritta «Visitarne uno per licenziarne cento!» - è stato giudicato il più efficace per tratto stilistico e sintesi del messaggio. I giurati, che hanno operato la loro scelta in completa autonomia e a titolo assolutamente gratuito, hanno quindi sovvertito ogni pronostico, dal momento che la vignetta di Uber non era giunta in finale tra le 25 vignette più votate dagli utenti di Internet.

Al secondo posto (sezione «Orgoglio statale») si è invece classificato il siracusano Mauro Patorno, dipendente di Trenitalia di 51 anni. Il suo disegno propone un dipendente pubblico circondato da scaffali che esclama: «Brunetta! Potrai avere il mio corpo inchiodato a questa sedia, ma non avrai mai la mia mente… Mai!»

Al terzo posto (sezione «Vignette dei semplici») si è invece classificato il romano Luca Ortello, 20 anni, studente al terzo anno del corso di Lettere e Filosofia. La sua vignetta - tra l’altro la più amata dagli utenti Internet (2754 voti online) - raffigura un lupo con la faccia di Brunetta che incontrando Cappuccetto Rosso le chiede dove vada. «A casa dalla nonna ammalata». E lui, di rimando: «E da quanti giorni è a letto?!».

Infine, una menzione speciale (sezione «Arti visive») è arrivata a Pietro Esposito, quarantenne di Pomezia e dipendente del Comune di Roma. E’ infatti sua l’inquietante elaborazione grafica di un Brunetta in versione chantosa biondo platino.

Il vincitore del concorso verrà ricevuto nei prossimi giorni a Palazzo Vidoni dal ministro Brunetta, che lo premierà con un prezioso volume fotografico proprio sulla prestigiosa sede del Ministero.

Si conclude così il concorso pubblico lanciato lo scorso 3 agosto per rispondere alla vera e propria «fatwa» lanciata il giorno prima dal segretario di Rifondazione Comunista, che in un comunicato si era scagliato contro «l’atteggiamento totalitario e fascistoide» del ministro Brunetta, reo di aver approvato la pubblicazione sul sito del Ministero non solo degli articoli di stampa che lo riguardano ma anche di tutte le vignette che i giornali gli avevano fino ad allora dedicato. Vignette, a dire il vero, tutte simpatizzanti per la sua attività di governo: una situazione inedita, per alcuni inaudita, nella storia della satira italiana. Raccolto e fatto proprio il grido di dolore del comunista Ferrero (al quale si sono nel frattempo aggiunti quelli di diversi sindacalisti e di 9 deputati del Partito Democratico, che sulla vicenda hanno addirittura presentato un’interrogazione parlamentare che proprio oggi ha avuto risposta in aula), lo staff di Brunetta - da settimane impegnato nella vana ricerca di una qualsiasi vignetta contraria al titolare di Palazzo Vidoni - aveva quindi deciso di rivolgersi direttamente al Paese perché venisse finalmente sanato questo insopportabile vulnus alla democrazia italiana: «Mi raccomando, siate cattivi: non ne possiamo più di raccogliere solo consensi!» era stato l’accorato appello all’Italia intera.

In poche ore la sfida era stata raccolta da ben 222 disegnatori dilettanti (75 dei quali dipendenti pubblici) residenti soprattutto in Lombardia, Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Piemonte e Sicilia.

Il concorso ha riscosso un grande successo tra gli utenti di Internet. Dal 10 agosto al 10 settembre le 335 vignette in gara hanno infatti raccolto più di 34mila voti online (ciascun utente poteva esprimere la sua preferenza a un massimo di 5 vignette). Nel mese appena trascorso sono stati oltre 260mila i visitatori della pagina del sito ministeriale contenente i disegni in gara, ai quali vanno aggiunti i circa 700mila contatti sul sito del Sole24Ore, che nelle ultime due settimane ha proposto un’ampia selezione delle vignette in concorso e proposto un link per partecipare alla votazione online. Va inoltre sottolineato come la notizia di questo concorso online abbia riscosso un considerevole spazio anche sulla stampa nazionale e come molte vignette in gara siano state pubblicate da diversi quotidiani e settimanali (La Stampa, Il Mattino, QN, Il Giornale, Libero, Il Tempo, Il Sole 24 Ore, Italia Oggi, Il Secolo XIX, Di Tutto). E’ stato quindi pienamente centrato uno degli obiettivi impliciti di questa iniziativa: dare a molti disegnatori dilettanti l’opportunità preziosa di farsi conoscere sia sul web sia sulla carta stampata per la loro bravura e indipendenza di giudizio.

Ai critici a oltranza, che ancora oggi chiedono che non vengano pubblicate sul sito ministeriale le vignette che quotidiani e settimanali dedicano al ministro e che si sono indignati per lo stesso concorso, si raccomanda infine di meditare su quanto scritto da Michele Serra su La Repubblica dello scorso 3 agosto: «La satira non ha mai colpito solo il Potere. Fino dalla sua culla (la cultura greca e latina) ha ampiamente preso di mira anche gli usi e i costumi del popolo, perché è la società nel suo complesso, non solo il palazzo, la vera materia satirica. Adombrarsi per qualche dileggio dei cosiddetti fannulloni è sgradevole e per giunta poco sportivo: gli uomini di potere sono subissati di pernacchie dall’alba dei tempi, e solo recentemente hanno scoperto che abbozzare è più democratico e soprattutto più conveniente. Se una fetta di scherno tocca in sorte anche all’uomo della strada, o dello sportello, siamo alla pura fisiologia satirica. Protestare e offendersi, e specialmente offendersi per categorie come spesso avviene in Italia, non rende onore alla causa degli statali. Vale per tutti, ancora oggi, lo slogan con il quale Sergio Staino lanciò il suo indimenticato «Tango»: chi s’incazza è perduto».

Le vignette scelte dalla giuria
Vignetta vincitrice
Seconda classificata
Terza classificata
Menzione arti visive