15 novembre 2019
Aggiornato 18:00
Nel periodo ora più caldo aumenta naturalmente anche la voglia di mangiare gelato

Gelato: passione senza età e non si pensa alla linea

Sono 511 nel 2008 le imprese milanesi di gelati, tra somministrazione e produzione, il 39,1% del totale regionale e il 6,5% di quello nazionale

Nel periodo ora più caldo aumenta naturalmente anche la voglia di mangiare gelato.
Sono 511 nel 2008 le imprese milanesi di gelati, tra somministrazione e produzione, il 39,1% del totale regionale e il 6,5% di quello nazionale. Milano è prima provincia italiana per numero di imprese, seguita da Roma e Torino. E che i milanesi apprezzino particolarmente il gelato è dimostrato anche dalla crescita del settore negli ultimi tre anni: le imprese attive al primo trimestre 2008 sono infatti il 14,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2005, pari a 63 nuove imprese. Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati del registro delle imprese.

E chi mangia il gelato non ha età: lo apprezzano le famiglie che lo comprano e lo portano a casa (per uno su tre degli operatori intervistati) e ne vanno ghiotti i 20–40enni.
Ma se è vero che con il caldo aumenta la voglia di gelato è anche vero che il maltempo primaverile e le temperature della prima parte dell’estate hanno influenzato negativamente le vendite del dolce estivo; per la totalità degli intervistati si è registrato un calo negli affari del 20%.

Con quale frequenza e in che orari si compra il gelato? Il 67% degli associati dichiara che i clienti fissi lo acquistano una volta al giorno; mentre il 17% sostiene che gli habitué lo comprano una volta alla settimana. Gli orari preferiti sono: 16-18 come merenda e 21-23 per portarlo a casa oppure da gustare in compagnia facendo una passeggiata. E, ora, nei giorni più caldi, tra le 13 e le 14 il gelato diventa un ottimo pranzo sostitutivo. Niente paura di ingrassare quindi? Sembrerebbe proprio di no. Circa il 70% dei gelatieri dichiara infatti che chi acquista il gelato non pensa alla linea: nessuna domanda sull’apporto calorico così come non vengono poste domande sul gusto che fa «ingrassare» meno. Il restante 30% dichiara che il cliente chiede gusti che non abbiano l’aggiunta di zucchero e che sono gradite informazioni sugli ingredienti utilizzati e sulle relative chilocalorie. Il tutto è, però, da ricollegarsi ai diversi problemi di salute e al fatto che si presta sempre maggior attenzione alla qualità e alla genuinità dei prodotti. Motivazioni che, tra l’altro, spingono a preferire il gelato artigianale a quello industriale.

I gusti preferiti sono il cioccolato, la nocciola, la crema e la stracciatella; «new entry» 2008 il fior di latte e il pistacchio, tra la frutta i più richiesti sono i classici fragola e limone. E gli stranieri, che gusti amano maggiormente? I giapponesi preferiscono la crema, gli americani il cioccolato i tedeschi la fragola; i cittadini del sud America, invece cercano gusti che li riportino, almeno con il palato, alla propria terra d’origine: cocco il più richiesto seguito da banana e ananas.

I milanesi hanno la tendenza a chiedere il cono-coppetta più piccolo ma con molti gusti -3-4 -; una metà dei gelatieri imputa questo comportamento all’indecisione del cliente; l’altra metà la attribuisce al desiderio di spendere poco e di mangiare di più. La spesa per un cono o una coppetta è rimasta invariata rispetto allo scorso anno: è, in media di 2 euro e 30 centesimi. E con l’estate anche ghiaccioli e granite prendono il posto dell’amato gelato, ma non per tutti.
Emerge da una rilevazione dell’Unione del Commercio di Milano presso i gelatieri che aderiscono ad Epam (Associazione milanese dei pubblici esercizi).