16 ottobre 2021
Aggiornato 04:00
«Nel passaggio dall'origine al dettaglio i centesimi diventano euro»

Prezzi, Marini (Coldiretti): «Cent a produzione diventano euro al consumo»

E' quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini, in riferimento all’annuncio dell’avvio di una task force per accorciare la filiera da parte del Ministro delle attività produttive Claudio Scajola

«Nel passaggio dall'origine al dettaglio i centesimi diventano euro». In Italia al momento attuale l'incidenza della distribuzione sul valore finale medio della spesa in prodotti agroalimentari è pari al 60 per cento, quella dell'industria è del 23 per cento, quella dell'agricoltura è scesa al 17 per cento e si riduce ancora».

E' quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini, in riferimento all’annuncio dell’avvio di una task force per accorciare la filiera da parte del Ministro delle attività produttive Claudio Scajola, nel sottolineare che «aldilà dei giudizi di merito e senza voler colpevolizzare nessuno questi dati ci segnalano che nella filiera dell'agroalimentare italiano persistono alcuni squilibri e che siamo di fronte ad una scarsa efficienza, a disfunzioni di tipo strutturale»

Anomalie che – sostiene la Coldiretti – sono state evidenziate anche nell’ultima indagine dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, secondo la quale i prezzi di frutta e verdura in Italia mediamente triplicano dal campo alla tavola, ma i ricarichi possono essere addirittura superiori per arrivare fino a quasi quadruplicare nel caso della presenza di 3 o 4 intermediari. Questo significa - sostiene la Coldiretti - che, in media, per ogni euro speso per l’acquisto di frutta solo 25-30 centesimi vanno al produttore agricolo mentre gli altri si perdono nei mille rivoli della filiera. Una anomalia che sta provocando un preoccupante calo dei consumi di alimenti essenziali per la salute e di cui il nostro Paese è leader nella produzione in quantità e qualità. Ma altre distorsioni - continua la Coldiretti - sono evidenti come nel caso del prezzo del latte che dalla stalla alla tavola aumenta del 285 per cento o come quello del settore dei salumi e della carne di maiale dove mentre si annunciano i grandi successi sui mercati nazionali ed esteri le stalle stanno chiudendo perché i ricavi non riescono a coprire i costi di produzione saliti a livelli insostenibili.

Come Coldiretti – conclude Marini - siamo impegnati e ci impegneremo a costruire un sistema di accorciamento e razionalizzazione della filiera che consenta di contenere gli aumenti del prezzo al consumo per i prodotti alimentari e allo stesso tempo di ripartire più equamente il valore aggiunto creato nella filiera.