15 ottobre 2021
Aggiornato 23:00
Nucleare: nuova fuga radioattiva in Francia

Legambiente: “Ma la tecnologia nucleare di oggi non era sicura?”

E’ la domanda un po’ provocatoria del responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani ai sostenitori di un ritorno dell’energia atomica in Italia a commento della fuga di liquidi radioattivi alla centrale Areva a Romans-sur-Isere, nel sud-est della Francia

«Ma la tecnologia nucleare di oggi non era sicura?». E’ la domanda un po’ provocatoria del responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani ai sostenitori di un ritorno dell’energia atomica in Italia a commento della fuga di liquidi radioattivi alla centrale Areva a Romans-sur-Isere, nel sud-est della Francia.

«In poche settimane – continua Ciafani – ci sono stati diversi episodi analoghi in Europa che confermano i molteplici dubbi sulla reale sicurezza delle centrali nucleari, al massimo di terza generazione, oggi in funzione. Ma nonostante l’evidenza dei fatti il Governo continua a perseguire la strada per riavviare la produzione di energia nucleare nel nostro Paese. Una fonte energetica che oltre ad essere insicura è anche estremamente costosa e del tutto inutile a rispettare le scadenze europee al 2020 sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. A proposito di costi – conclude Ciafani - ci piacerebbe sapere dal ministro Scajola chi garantirà la sicurezza del nucleare in Italia e soprattutto chi pagherà per questi controlli. Così come in Francia sarebbe ovviamente lo Stato ad occuparsene con ulteriore aggravio dei costi della bolletta energetica degli italiani».

Legambiente, convinta che la scelta più sostenibile per una minore dipendenza dalle fonti fossili sia quella dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’aumento dell’efficienza energetica, ha indetto per domani in Piemonte una nuova manifestazione davanti alla ex centrale «Enrico Fermi» di Trino (Vc), dopo quelle agli impianti dismessi di Latina e Garigliano, tutti a rischio di riapertura.