28 giugno 2017
Aggiornato 19:30
Diete controverse

Dieta vegana fuorilegge: la proposta. Carcere ai genitori che la impongono ai minori di 16 anni

Una proposta di legge per tutelare i minori di 16 anni. L’ha presentata la deputata di Forza Italia Elvira Savino, che chiede anche il carcere per i genitori che la impongono

Imporre la dieta vegana ai minori potrebbe divenire reato
Imporre la dieta vegana ai minori potrebbe divenire reato (Africa Studio | shutterstock.com)

Mai una dieta è stata oggetto di così tante controversie e discussioni. È la dieta vegana, quella che esclude tutti gli alimenti di origine animale, miele compreso (per chi non lo sapesse). Assurta alla ribalta della cronaca per i casi dei bambini e neonati finiti in ospedale perché i genitori erano seguaci di questa dieta, oggi è oggetto di una proposta di legge ‘shock’.

Perfino il carcere
La proposta di legge presentata dalla deputata di Forza Italia, Elvira Savino, prevede anche la reclusione fino a un anno per i genitori che impongono la dieta vegana (o vegan) ai figli minori di 16 anni. Ma la pena può essere ‘aggravata’ se la dieta è causa di malattia o lesioni personali permanenti (si rischiano da 2 anni e mezzo a 4). Se poi è addirittura causa di morta, allora si rischiano da 4 a 6 anni di carcere. Infine, se il bambino ha meno di 3 anni, la pena aumenta di un anno.

La responsabilità genitoriale
Un tempo chi chiamava ‘patria potestà’, oggi si chiama responsabilità genitoriale. Ed è questa a essere chiamata in causa dalla proposta di legge della Savino. Le sanzioni interesserebbero «chiunque impone o adotta nei confronti di un minore di anni 16, sottoposto alla sua responsabilità genitoriale o a lui affidato per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, una dieta alimentare priva di elementi essenziali per la crescita sana ed equilibrata».

Fa bene alla salute?
Spesso il successo di una dieta è dettato dalla moda. Poi c’è anche chi, ovviamente, segue un certo tipo di dieta come quella vegetariana o quella vegana per motivi ‘etici’ o di salute. Ma la dieta vegana fa davvero bene alla salute? Gli studi scientifici in merito sono a volte discordi: per cui secondo alcuni sì e secondo alcuni no. Allo stesso modo la pensano medici e nutrizionisti: una dieta che abbisogna di integratori alimentari può non essere equilibrata. «Ormai da anni, e in modo particolare nell’ultimo decennio, si è andata diffondendo in Italia la credenza che una dieta vegetariana, anche nella sua espressione più rigida della dieta vegana, apporti cospicui benefìci alla salute dell’individuo – sottolinea la Savino – Molti decidono di seguire questo tipo di alimentazione, priva di carne, di pesce e di alimenti di origine animale e loro derivati, anche per motivazioni religiose o etiche e per rispetto della vita degli animali. Molti altri – prosegue la deputata – lo fanno soltanto per adeguarsi a una moda». Molte persone, purtroppo si fano trascinare da «interventi e dichiarazioni, spesso privi di fondamento scientifico, che condannano senza appello il consumo di carne e propagandano regimi alimentari che lo escludono», commenta la Savino.

Una scelta tutta personale
Un soggetto adulto può dunque essere libero di scegliere quale dieta seguire: è appunto una sua scelta consapevole. Le cose invece cambiano, fa notare la deputata, quando la scelta è imposta a qualcun altro – specie se minore o peggio non in grado di decidere da sé. Dipende pertanto se si è in presenza di «un adulto consapevole e capace di autodeterminarsi – spiega la Savino – Il problema sorge quando a essere coinvolti sono i minori [a cui], da genitori che seguono diete vegane o vegetariane, viene imposta un’alimentazione che esclude categoricamente e imprudentemente alimenti di origine animale e loro derivati».

Risparmiare i bambini e gli adolescenti
Secondo la deputata di Forza Italia, e non solo, il comportamento adottato da certi genitori va contro le indicazioni di medici e nutrizionisti, i quali «unanimemente sconsigliano da sempre di far seguire queste diete ai bambini, agli adolescenti, alle donne in stato di gravidanza e durante l’allattamento – precisa Savino – I bambini, per crescere sani e ben nutriti devono cibarsi anche di carne e pesce. Pur potendosi compensare l’assunzione di amminoacidi con altri alimenti, rimane aperto il problema della carenza di vitamina B12 e di ferro eme, che può comportare considerevoli problemi neurologici e anemia».

La cronaca insegna
Come accennato, a volta sono i fatti cronaca ad accendere i riflettori su certe situazioni familiari che magari passerebbero inosservate. Ma quando un neonato o un bambino viene ricoverato in gravi condizioni in ospedale per vie della dieta, allora ci si dovrebbero porre delle serie domande. «Anche numerosi fatti di cronaca segnalano l’allarme, dimostrando la pericolosità di questo genere di diete per i bambini – avverte la Savino – Notizie di bambini in tenera età, per i quali, a causa di questa improvvida e inappropriata dieta alimentare, si è reso necessario il ricovero in ospedale per gravi carenze alimentari (spesso rilevate anche grazie all’intervento e alle tempestive denunce dei pediatri). Si tratta di bambini letteralmente denutriti, messi in pericolo di vita da incauti genitori che hanno deciso di seguire e far seguire un movimento filosofico basato su uno stile di vita fondato sul rifiuto di ogni forma di sfruttamento degli animali».

La proposta di legge
Dalla constatazione dello stato di fatto da parte della deputata di Forza Italia ne è scaturita la proposta di legge. Proposta elaborata «partendo dal dettato costituzionale in materia di salute e tutela dei cittadini e dei minori». La legge intende «stigmatizzare [condannare] definitivamente le condotte alimentari incaute e pericolose imposte dai genitori, o da chi ne eserciti le funzioni, a danno dei minori di età». Con questo strumento legislativo, sottolinea la Savino, s’intende prevedere una nuova realtà criminosa e non l’applicare il reato di maltrattamenti in famiglia, di fronte «a comportamenti i quali, pur in assenza di una consapevole volontà di violare i doveri di mantenimento e di cura dei figli che incombono a ogni genitore, comportano concreto pericolo di nuocere all’equilibrata crescita del fanciullo».

Tutelare la salute dei minori
In quest’ottica, la proposta di legge configura come obiettivo la salute dei minori. «Il bene giuridico tutelato è dunque la salute del minore nell’età dello sviluppo – conclude la Savino – e la norma mira a sanzionare una condotta che, sulla base delle valutazioni mediche si stima astrattamente idonea a metterne in pericolo l’integrità. La disposizione non è concepita per discriminare fenomeni di natura filosofica o religiosa, né per limitare la libertà garantita in tali ambiti, ma esclusivamente per tutelare i minori rispetto a un fatto (considerato nella sua oggettività) comportante conseguenze pregiudizievoli per la salute e lo sviluppo di essi nell’età della crescita».