7 dicembre 2019
Aggiornato 22:00
Ambiente nocivo

Così la Cina «ci uccide» per mezzo dell’aria

Nessuna arma da guerra chimica dietro alla morte di centinaia di migliaia di persone in Cina, Europa e Usa, ma semplici prodotti cinesi che usiamo tutti i giorni. E i ‘colpevoli’ siamo noi

Inquinamento dell'aria produce centinaia di migliaia di morti ogni anno
Inquinamento dell'aria produce centinaia di migliaia di morti ogni anno Shutterstock

Sono almeno 110mila le persone che ogni anno muoiono prematuramente a causa della produzione di oggetti vari che importiamo dalla Cina. Non si tratta di una guerra batteriologica o chimica, ma di un problema noto e ‘banale’: l’inquinamento dell’aria che genera la produzione in Cina di questi prodotti. Aria pesantemente ammorbata che giunge fino alle nostre latitudini e miete vittime senza che ce ne rendiamo conto.

Morti perché respiriamo
Si può restare diversi giorni senza mangiare; un po’ meno senza bere. Ma quanto tempo possiamo restare senza respirare? Pochi minuti. Per cui è ovvio che non possiamo smettere di farlo. Eppure, questo nostro respirare che ci mantiene in vita, potrebbe per converso portarci alla morte prematura. Lo potrebbe perché l’aria che respiriamo è pesantemente ammorbata da ogni sorta di sostanza tossica e nociva. E, oltre ai fumi che immettiamo nell’aria direttamente noi, ce ne arrivano altri ‘mortali’ direttamente dalla Cina. Questo quanto appurato da uno studio condotto dall’economista Dabo Guan dell’Università dell’Anglia Orientale a Norwich (Uk).

Le cifre
Secondo quanto emerso dallo studio pubblicato sulla rivista Nature, i morti causati dall’enorme inquinamento generato dall’industria cinese sono almeno 110mila ogni anno, a cui si vanno ad aggiungere oltre 3.100 morti premature in Europa occidentale e negli Stati Uniti. L’enocomista fa il punto, per la prima volta, su quello che è l’impatto sanitario del commercio internazionale grazie all’inquinamento atmosferico generato in Oriente per la produzione di beni destinati all’Occidente. «Alcuni Paesi consumano, mentre altri producono e subiscono gli effetti sulla salute», ha sottolineato Guan in una conferenza stampa. «Se il prezzo dei prodotti importati è basso, è perché nei Paesi di produzione le leggi contro l’inquinamento sono meno restrittive, quindi i risparmi dei consumatori possono essere derivati grazie alla spesa in vite perdute in altre Regioni».