Il Grande fratello ci spia

La Cia ci spia attraverso telefonini e Tv. Wikileaks: siamo tutti a rischio

L’organizzazione Wikileaks ha pubblicato una serie di documenti ‘bomba’, che proverebbero come la Cia, l’agenzia di Intelligence Usa, spierebbe le persone attraverso telefonini (iPhone e Android) e Smart Tv per mezzo di ‘virus’ informatici e software. La Cia replica: «Non commentiamo autenticità e contenuto»

La Cia ci spia
La Cia ci spia (leolintang | shutterstock.com)

Il Grande Fratello è reale. E non si tratta del reality Tv, ma di un’operazione firmata nientemeno che dalla Cia, l’Agenzia di Intelligence Usa. Questo, secondo i documenti ‘bomba’ pubblicati dall’organizzazione Wikileaks. La Cia, secondo il comunicato stampa, spierebbe le persone per mezzo di ‘virus’, ‘malware’ e ‘trojan’ installati sugli smartphone come iPhone e quelli Android, nel sistema Windows di Microsoft e anche sulle Smart Tv come quelle della Samsung.

Il programma di Hacking
Sul sito di Wikileaks è stato pubblicato nel dettaglio quello che sarebbe il programma di Hacking a cura del Center for Cyber Intelligence della Cia, con cui l’Agenzia avrebbe spiato le persone. Questa prima pubblicazione, denominata ‘Anno Zero’, farebbe parte di sette step o ‘Vault 7’ in cui Wikileaks intende mettere a disposizione del pubblico i documenti ‘segreti’ della Cia riguardo lo spionaggio perpetrato a danni dei cittadini. Secondo i membri dell’organizzazione di Assange questa è «la maggiore fuga di dati di intelligence della storia».

La base a Francoforte
Nel comunicato diffuso da Wikileaks, la base per l’operazione di spionaggio dei cittadini sarebbe il Consolato americano a Francoforte. Qui, gli agenti Cia avrebbero agito sotto copertura e avrebbero tenuto sotto controllo non solo l’Europa ma anche il Medioriente e l’Africa.

La pagina Twitter di WikiLeaks
La pagina Twitter di WikiLeaks (Wikileaks | Twitter)

La profezia di Orwell
Le ‘profezie’ di George Orwell nel suo romanzo ‘1984’, dove si parla del Grande Fratello, si sarebbero dunque avverate. «Le tecniche di sorveglianza sono divenute sempre più complesse, tanto da essere paragonate a 1984 di George Orwell: il programma ‘Weeping Angel’ della Cia è di sicuro la più emblematica realizzazione – dichiarano i responsabili di Wikileaks – Il programma infesta le Smart Tv, trasformandole in microfoni: le Tv attaccate vengono messe in modalità Fake Off dal programma Weeping Angel, in modo che il proprietario pensi che la Tv sia spenta. Nella modalità Fake Off il Tv registra le conversazioni nella stanza e le invia al server della Cia. Nell’ottobre 2014 – prosegue il comunicato – Cia ha valutato anche di infestare i sistemi di controllo usati sulle auto e sui mezzi pesanti moderni. L’obiettivo per conquistare il controllo non è stato specificato, ma potrebbe consentire alla Cia di commettere assassinii praticamente non rintracciabili».

Ma la Cia ha perso il controllo
Nonostante l’allarme per la privacy dei cittadini, Wikileaks sottolinea come la Cia abbia però perso il controllo di gran parte del suo cyber-arsenale, compresi i vari generi di malware e virus. «Questa straordinaria collezione, che conta diverse centinaia di milioni di codici – precisano da Wikileaks – consegna ai suoi possessori l’intera capacità di hackeraggio della Cia. Ma l’archivio è circolato senza autorizzazione tra ex hacker e contractor del Governo Usa, uno dei quali ha fornito a Wikileaks una parte di questa documentazione».

Tutti a rischio, nessuno escluso
Il bello, se così di può dire, è che questa cosa – che pare sia scappata di mano – si è ritorta contro gli stessi Usa. Per esempio, secondo Wikileaks, la divisione segreta degli hacker della Cia ha illegalmente condotto una serie di attacchi che hanno messo a rischio persino membri del Congresso, lo stesso Governo Usa e l’account Twitter di Donald Trump, oltre a molti Top manager dell’industria americana. La Cia, dal canto suo ha replicato: «Non commentiamo l’autenticità e il contenuto», che significa tutto e niente.

In barba a Obama
Se tutto quanto rivelato da Wikileaks è vero, la Cia dimostrerebbe di aver violato gli impegni presi dall’Amministrazione Obama che nel 2013 aveva adottato una procedura chiamata ‘Vulnerabilities Equities Process’ che si preoccupava di informare realtà come Apple, Microsoft e Google la presenza di vulnerabilità tecnologiche gravi. La decisione era stata presa in seguito alle rivelazioni fatte in quell’anno da Edward Snowden che riguardavano i programmi di spionaggio della National Security Agency (NSA). La procedura, caldeggiata dalle maggiori aziende del settore Hi-Tech Usa, era una sorta di assicurazione contro le possibili perdite di quote di mercato dovute alle vulnerabilità reali o anche solo percepite.

Un impegno non rispettato
L’organismo preposto avrebbe dunque dovuto avvertire le aziende di possibili vulnerabilità. Ma, secondo quanto riferito da WikiLeaks, la Cia non avrebbe rispettato l’impegno, sfruttando proprio le vulnerabilità nel suo cyber-arsenale. Solo che ora quelle stesse vulnerabilità sono state scoperte da agenzie d’intelligence rivali o da hacker, per essere sfruttate in modo malevolo. È il caso di un malware capace di «penetrare, invadere e controllare smartphone dotati di sistema operativo Android (Alphabet) e il software dell’iPhone (Apple) che permette o ha permesso il funzionamento di account Twitter presidenziali», scrive WikiLeaks. «Se la Cia può attaccare questi telefoni, lo può fare anche chiunque abbia scoperto quelle vulnerabilità – sottolinea WikiLeaks – Fino a quando la Cia nasconde ad Apple e Google i punti deboli degli smartphone da loro prodotti, questi non saranno sistemati e resteranno hackerabili». I responsabili dell’organizzazione di Assange ritengono che, in ultima analisi, tutta la popolazione sia a rischio.