Benessere

Perché alcune donne trovano difficile ottenere un buon sonno?

Sono diverse le donne che hanno difficoltà a mantenere e ottenere un buon sonno. Un nuovo studio fa luce sul perché. Nello specifico, il ritmo circadiano o orologio interno delle donne correrebbe a un ritmo più veloce rispetto a quello degli uomini.

Sonno, le donne hanno un ritmo diverso
Sonno, le donne hanno un ritmo diverso (Antonio Guillem | Shutterstock.com)

MONTREAL – Ci sono diverse donne che hanno problemi di sonno. In particolare non riescono a ottenere un buon sonno ristoratore o le giuste ore di riposo. Ma perché proprio le donne? Un nuovo studio ha tentato di fare luce sulla faccenda.

Un diverso fuso orario
Secondo quanto osservato dai ricercatori della McGill University di Montreal, in Canada, le donne sarebbero caratterizzate da un diverso ‘fuso orario’ interno. Nello specifico, il ritmo circadiano o orologio interno delle donne correrebbe a un ritmo più veloce rispetto a quello degli uomini. Questo fatto, di per sé, basterebbe a giustificare i diversi pattern di sonno femminili. Le donne, «Vanno a letto in un tempo biologico posticipato perché il loro orologio è spostato anticipatamente, verso est», spiega la psichiatra Diane Boivin, principale autrice dello studio e direttrice del Centro per lo Studio e la Cura dei ritmi circadiani al Douglas Mental Health Institute dell’Università di Montreal. Il modo in cui le donne dormono durante le 24 ore circadiane, sorpassa anche gli uomini, ha mostrato lo studio. E secondo la Boivin, questo spiega il perché il ciclo sonno/veglia delle donne corre di circa due ore in anticipo rispetto agli uomini.

Più insonni
Lo studio potrebbe anche spiegare il perché le donne sono più propense a soffrire di insonnia, riferendo episodi di sonnolenza diurna per almeno due giorni a settimana. Per riuscire a comprendere queste differenze tra l’universo femminile e maschile in fatto di sonno, i ricercatori hanno anche analizzato le fasi del ciclo mestruale e l’uso di contraccettivi ormonali. Tuttavia, le differenze nel sonno si sono verificate indipendentemente dai cambiamenti ormonali, che sono spesso indicati come potenziali interferenti del sonno.

Lo studio
Pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Lo studio ha coinvolto 15 uomini e 11 donne, con un’età media di circa 25 anni. Isolati in una stanza senza finestre per 36 ore, i partecipanti sono stati tenuti sotto osservazione dai ricercatori, i quali ne hanno monitorato l’esposizione alla luce, i cambiamenti nella temperatura corporea, i livelli di melatonina, il sonno e lo stato di veglia e attenzione. Utilizzando ad hoc le luci, i ricercatori hanno alternato i momenti di riposo e di veglia. «Quello che è stato fatto – sottolinea Boivin – è fondamentalmente la pianificazione di opportunità di sonno in diversi momenti della giornata, concedendo diversi giorni di osservazione».

I risultati
Il monitoraggio dei partecipanti ha mostrato che le donne hanno segnato livelli soggettivi più bassi di vigilanza notturna rispetto agli uomini. Questo, secondo gli autori, può aiutare a spiegare il motivo per cui i lavoratori femminili a turni soffrono di una maggiore stanchezza, sonnolenza e di un aumentato rischio di infortunio sul lavoro. Il terminare della notte (ossia verso l’alba), poi, sembra essere un periodo particolarmente vulnerabile per le donne, si è scoperto nello studio. Difatti, durante questo periodo, i segnali relativi al sonno non erano forti nelle donne come negli uomini. Secondo la prof.ssa Boivin, questa può essere una delle ragioni per cui le donne possono essere più suscettibili al risveglio la mattina presto. Gli esperti ritengono che le donne dovrebbero cercare di eliminare tutti i fattori ambientali che possono disturbare il loro sonno, specie durante il finire della notte.