16 ottobre 2019
Aggiornato 17:30
Wrc | Rally di Svezia

Il Mondiale Rally nel regno di neve e ghiaccio

La seconda prova del campionato è l'unica che si svolge in un clima completamente invernale: terreno ideale per i funamboli e per gli specialisti nordici

TORSBY – Il Rally di Svezia, seconda prova del campionato del mondo della specialità e unica prova in calendario totalmente su neve e ghiaccio, è il regno dei funamboli. La Svezia sta al rally come le Olimpiadi invernali stanno allo sci: un appuntamento imperdibile, il tempio degli sport invernali, in cui le velocità raggiunte sono importanti quanto il livello di abilità al volante. Per lungo tempo è stata riserva di caccia dei piloti scandinavi, fino a quando nel 2004 l’egemonia è stata rotta per la prima volta da Citroën e da Sebastien Loeb, exploit replicato da allora da un solo pilota latino: Sebastien Ogier, che se lo è aggiudicato nel 2013, nel 2015 e nel 2016 con Volkswagen. Inutile dire che sulla carta i nordici sono avvantaggiati, specialmente per la loro grande esperienza in queste condizioni di aderenza.

Un percorso più tecnico
Quest’anno il programma prevede un percorso modificato di quasi un quarto rispetto all’edizione precedente. Ma ad essere realmente inediti sono però i poco più dei cinque chilometri della speciale di Torsby, mentre una decina di chilometri della Hagfors e della Ps di Torntop erano già stati inseriti rispettivamente nel 2013 e nel 2014. La novità invece consiste negli imponenti muri di neve che quest’anno fiancheggiano il percorso delle crono, con le conseguenze che ne derivano sull’ampiezza della strada, sul raggio delle curve e quindi sulle note… Abituati, per la clemenza del clima di questi ultimi anni, a evitare di sfiorare questi pendii innevati, gli equipaggi rischiano questa volta di doversi appoggiare bellamente per uscire dalle curve alla massima velocità. Una vera sfida, in cui l’esperienza potrebbe fare la sua parte: comunque sia, lo spettacolo sarà garantito!

Un rally, una sfida
Lo pneumatico chiodato, più stretto di due centimetri rispetto al suo omologo per sterrato, e addirittura di cinque centimetri rispetto alla versione per asfalto, si distingue principalmente per l’inserimento di 384 chiodi nel battistrada. I chiodi offrono un’aderenza tale che, a parità di velocità, le distanze di frenata sono uguali a quelle su asfalto asciutto! In Svezia la sfida consiste quindi nel preservare con cura queste punte lunghe venti millimetri, che fuoriescono dalla gomma di circa sette millimetri. Quello scandinavo è uno dei pochissimi rally nei quali è importante per le prestazioni poter disporre di due ruote di scorta, in particolare nei secondi giri, quando si formano i solchi e si vede la terra. La sostituzione delle ruote va fatta quindi al momento giusto, in modo che l’usura dei chiodi sia uniforme per evitare uno squilibrio nell’assetto.