21 ottobre 2019
Aggiornato 17:00

Beltramo intervista Gresini: «Così scopriamo i campioni di domani»

Il team di Fausto è l'unico, insieme alla Ktm, a correre in tutte e tre le categorie del Motomondiale: «Conoscere i giovani piloti di talento e creare i rapporti con loro è importante»

VALENCIAFausto Gresini, nel suo piccolo, è l'unico insieme alla Ktm in Moto3, Moto2 e MotoGP. Un impegno a tutto tondo.
Sì, non mi faccio mancare niente. È la passione che mi porta a fare cose da pazzi. Ma è un bel progetto, per far crescere i giovani e avere un percorso verso il futuro.

Lo ha detto Dall'Igna spiegando i motivi per cui la Ducati è interessata ad entrare in Moto3: così conosci i piloti giovani da subito e capisci quali sono quelli buoni.
Conoscerli e creare i rapporti è importante. I campioni della MotoGP vengono tutti dalle categorie inferiori, perché hanno iniziato a correre fin da giovani. Lorenzo, Dovizioso, Marquez...

La Honda si è presa Marquez fin da piccolo, e oggi ha già messo le mani su Mir, campione del mondo di Moto3.
Proprio per questo la categoria inferiore viene seguita così tanto: sono ragazzini di 16-18 anni, molto giovani, ma già con un'impronta chiara di dove possono arrivare.

Dopo Mir e Fenati, voi siete il team che è andato meglio. Nove pole, poi finalmente Martin ha vinto la sua prima gara proprio nell'ultimo GP a Valencia.
Credo che l'abbia meritata per tutto l'anno. È stato più volte anche sfortunato: in Inghilterra, ad esempio, poteva vincere ma hanno chiuso la gara con due giri d'anticipo per un incidente. A Valencia, semplicemente, ha disputato un weekend perfetto: ha sempre girato forte e da solo, senza aver bisogno di nessuno, e ha fatto la pole. Sicuramente domenica chi gli poteva dare più fastidio era Mir, che però è stato tirato giù dalla caduta di un altro pilota, quindi ha avuto una chance migliore e poi l'ha controllata. Comunque ha meritato, per tutto l'anno è rimasto lì tra i primi. Ha avuto anche un incidente importante in cui ha perso molto e ancora non è tornato al 100%. Ha meritato questa vittoria, visto che eravamo l'unico team a non avere vinto nulla nel 2017. Nonostante avessimo due piloti forti, perché anche Fabio Di Giannantonio, seppure a fasi più alterne, ha dimostrato di essere capace di vincere: vedi al Mugello dove abbiamo perso sul traguardo per pochi millesimi. Come team di Moto3 non ci siamo fatti mancare niente, e credo che abbiamo fatto un buon lavoro nella ricerca dei giovani.

Il più forte quest'anno è stato Mir: ha delle buone prospettive?
Assolutamente sì.

Cos'hanno in comune il pittore Mirò, il tennista Nadal, Lorenzo, Mir e il tuo Martin?
Credo la passione.

Sono tutti di Palma di Maiorca.
È l'isola dei famosi! C'è un'aria buona, si respira positività. Bisogna essere positivi per fare le cose belle.

Passiamo alla Moto2.
È stato un anno non facile, dove Navarro ha fatto un buon lavoro fino a metà stagione. È cresciuto e da lui mi aspettavo un finale di stagione con un podio o qualche risultato importante. Invece a un certo punto, quando c'era da costruire l'ultimo passettino ha iniziato a cadere di più, ad essere meno collegato con la squadra e questi errori ci hanno portato ad un finale di stagione difficilissimo. Ovviamente mi dispiace: abbiamo fatto tanto lavoro per cercare di capire il perché.

Te lo tieni?
Sì, perché mi piacciono le scommesse. Bisogna crederci anche nei momenti difficili: quando è tutto già scontato è facile. Credo che lui abbia talento, ma deve cambiare un po' il suo stile di guida, ha dei piccoli difetti da correggere per questo tipo di categoria. Ma ci arriverà, perché è uno che vuole arrivare e ci mette molto del suo. Quando le cose vanno male e cadi molto, in un periodo con tante gare di fila, l'ideale è dare uno stacco.

Sei una squadra italiana, ma di piloti italiani hai il solo Di Giannantonio. È così difficile trovare dei talenti nostrani?
La Spagna va bene. Ma in Moto3 per anni la mia storia ha parlato solo italiano, questa è la prima stagione in cui ho preso anche uno spagnolo. Ovviamente Moto2 è una continuazione del percorso della Moto3: oggi è così, domani ovviamente il mio pensiero è quello di portare avanti anche i piloti italiani. Da italiano, mi fa piacere, mi rende orgoglioso. Purché siano talentuosi, visto che corriamo un campionato del mondo.