21 ottobre 2019
Aggiornato 16:30

Beltramo intervista Meda: «No, Valentino Rossi non ha esagerato»

La voce del motociclismo per eccellenza presenta, ai microfoni del suo amico e collega Paolone, la gara di Misano: «Un weekend a due facce. Quella sfigata è l'assenza del Dottore, che si sente. L'altra è Andrea Dovizioso sulla Ducati in testa al Mondiale, che speriamo ci metta una pezza»

MISANO ADRIATICO – Guido Meda, la voce del motociclismo per eccellenza, presenta ai microfoni del nostro Paolo Beltramo il Gran Premio di San Marino di questo weekend. «Questa Misano ha un po' due facce – racconta il telecronista – Partiamo da quella sfigata: Vale a casa. Chiaramente lui è il catalizzatore dell'attenzione mondiale, perché in Italia la sua immagine è forte, ma nel mondo è fortissima, quindi la sua assenza si sente. L'altra faccia della medaglia è che abbiamo Dovizioso in testa al Mondiale, in sella a una Ducati tutta rossa, quindi un binomio tutto italiano. Non dico che compensi il vuoto, ma speriamo che lo tappi molto domenica».

Rossi assolto
Meda non si iscrive al partito di quelli che criticano Valentino Rossi per mancanza di prudenza: «Ci sono due aspetti. Il primo è che la moto è uno sport in cui non ti puoi allenare al campetto con la squadra. Rossi, con l'enduro, tutto sommato aveva scelto la forma più soft di preparazione, rispetto ad esempio al cross. Ma questi piloti non puoi metterli in frigo: tutti fanno qualcosa con la moto, e può anche andare storto. Il secondo aspetto è quello che mi ha detto mia moglie: 'Ma che cosa va a fare enduro a una settimana dal GP di Misano?'. Se non andasse in moto con gli amici in enduro, probabilmente non avrebbe neanche più voglia di correre. Fa tutto parte dello stesso gioco».

Esplosione Dovizioso
In compenso, l'altro italiano Andrea Dovizioso può togliersi finalmente parecchi sassolini dalle scarpe: «Tanti – ammette Guido – Io e te, per il nostro passato televisivo, potremo essere tra questi. Per un certo periodo lo abbiamo considerato meno, non per disattenzione umana, ma perché inevitabilmente ci si concentra sui vincenti. Lui, che aveva problemi di autostima e di costanza di risultati, finiva tra i top rider meno considerati, senza cattiveria. Il grazie lo deve soprattutto a se stesso. Io mi costituisco, ma non potevamo fare diversamente. Non c'è come vincere per far parlare di te». I motivi di questo salto di qualità di Desmodovi? «A parte il suo cambiamento umano, anche attorniandosi di gente con cui sta bene, Dovizioso ha cambiato faccia alla Ducati, che è sempre stata la moto per i duri e puri, i piloti anglofoni con la faccia inca***ta e gli occhi matti. Adesso sale un ometto normale, carino, della porta accanto... e vince. Questa moto ha anche cambiato la filosofia della casa: l'intervento di Gigi Dall'Igna la sta rendendo più versatile».