22 febbraio 2019
Aggiornato 10:00

Beltramo: Torna presto Valentino Rossi, senza di te non è la stessa MotoGP

Il nostro Paolone racconta la dinamica dell'infortunio occorso al Dottore durante un allenamento in enduro e gli fa gli auguri di pronta guarigione: «Dovremmo rivederlo in pista già prima della fine della stagione, ma purtroppo il sogno di inseguire il decimo Mondiale per quest'anno è sfumato»

MILANO – Anche il nostro Paolo Beltramo è comprensibilmente rammaricato per l'infortunio occorso a Valentino Rossi: «Dobbiamo commentare una notizia pessima – spiega – Ieri, nel tardo pomeriggio, Valentino Rossi stava facendo dell'enduro nei pressi delle montagne marchigiane, purtroppo ha infilato un piede sotto un sasso e la pedana gli è andata addosso alla gamba. Risultato: frattura scomposta di tibia e perone. È la seconda volta che a Vale capita un incidente del genere; la prima fu al venerdì delle prove del Mugello 2010. Allora perse quattro gare, ma aveva 31 anni e non 38. Questo Mondiale, il sogno del decimo titolo, che era in lotta per vincere, essendo a 26 punti di distacco dallo stupendo Andrea Dovizioso, è sfumato».

Lotta a tre
Le speranze dei tifosi italiani, dunque, restano tutte riposte sul ducatista: «Ci dispiace per lui, perché le corse senza il Dottore sono un'altra cosa, meno bella: potete pensarla come volete, ma è lui quello più amato, con più tifosi, più passione, in tutto il mondo. Ci rimane Andrea a portarci il sorriso, avremo comunque dei bei Gran Premi, ci sarà un Mondiale a questo punto ridotto a tre moto e piloti: Dovizioso-Ducati, Marquez-Honda e Vinales-Yamaha. Peccato, in bocca al lupo a Valentino: i tempi di recupero non sono ancora precisi ma pensiamo di vederlo di nuovo in pista in questa stagione. Se vorrà prendersela con calma, a Valencia, altrimenti durante il trittico di gare extra-europee. A me, personalmente, dispiace moltissimo: ricordando quel 2007, quando sulla griglia di partenza c'era Marco Simoncelli con un cartello scritto a mano da lui che recitava 'Bomber, torna presto', glielo ripeto anch'io».