7 giugno 2020
Aggiornato 01:00
MotoGP | Video-editoriale per il Diario Motori

Beltramo: Come si vince questo Mondiale? Con pochi errori e tanta classe

Quella che al Sachsenring è giunta al suo giro di boa è una stagione senza padrone, in cui conta sbagliare poco e vincere il più spesso possibile. Impossibile fare pronostici: Valentino Rossi insegue un miracolo, ma si trova contro il nuovo di Vinales e Marquez e il vecchio di Dovizioso

MILANO – Con il Gran Premio di Germania il Motomondiale è giunto al giro di boa del 2017: «Passata la prima metà della stagione di MotoGP, è ora di cominciare a tirare un primo bilancio, anche se dimezzato – commenta il nostro Paolo Beltramo – Abbiamo visto, innanzitutto, un campionato in cui più o meno tutti sbagliano: sia Marc Marquez che Maverick Vinales, i primi due in classifica, hanno un doppio zero, ma hanno anche vinto rispettivamente due e tre gare. Anche Andrea Dovizioso ha due successi, insieme a loro è quello che ha vinto di più, ma un solo zero; mentre Valentino Rossi ha un solo zero pure lui ma in Catalogna ha dovuto salvare il salvabile. Sono comunque punti pesanti, perché abbiamo visto che quello che conta è non fare zeri: Dovi ha sei punti dal primo, Rossi dieci. Dunque, meglio arrivare dietro che rischiare di cadere, a meno che non si riesca a vincere spesso».

Cambi di fronte
Bisogna cercare l'equilibrio migliore, insomma, in un'annata che il suo equilibrio non riesce proprio a trovarlo: «È un Mondiale quasi impossibile da decifrare, perché non c'è una continuità: a parte la stagione invernale e i primi due GP, nei quali Vinales sembrava imbattibile, dopo non si è saputo più che cosa aspettarsi. Non si può fare un paragone da una gara all'altra, da un giorno all'altro: è tutto un grande punto interrogativo. A noi che guardiamo questa incertezza piace tantissimo, i piloti la odiano: sono costretti a ripartire da zero ad ogni pista, con l'ansia di non riuscire a mettere a posto la moto. Gli ingegneri, in questo mese di vacanza, lavoreranno comunque per cercare di trovare le soluzioni ai problemi. La Yamaha, ad esempio, costruirà un altro telaio per ciascuno dei suoi due piloti e cercherà di studiare i dati e arrivare a Brno con un lavoro più facile per la messa a punto, per rendere le cose più semplici a Rossi e Vinales, visto che è l'unica marca ad avere due piloti tra i primi quattro. Nonostante tutti questi alti e bassi, però, là davanti ci sono comunque i migliori piloti e le moto più blasonate: la classe non è acqua. E conta moltissimo».

Nessun favorito
Impossibile fare pronostici, dunque: «Chi sia il favorito non lo so – ammette Paolone – Mi auguro che Valentino riesca in questo miracolo e poi abbia ancora voglia di andare a correre. È ancora competitivo, a trentotto anni suonati, ha vinto una gara meravigliosa ad Assen e spero che vada avanti così. Vinales è il nuovo che avanza, Marquez si è dato una spolverata quando sembrava che non dovesse luccicare più, Dovizioso è il vecchio che si rinnova e acquista sicurezza e consapevolezze».

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