3 agosto 2021
Aggiornato 06:30
Giappone

Olimpiadi Tokyo, il virus nel Villaggio e fuori lo scontento

Da ultimo un sondaggio pubblicato dall'agenzia Kyodo che parla di una stragrande maggioranza di giapponesi che non vuole la grande manifestazione sportiva

Olimpiadi Tokyo, il virus nel Villaggio e fuori lo scontento
Olimpiadi Tokyo, il virus nel Villaggio e fuori lo scontento Pixabay

TOKYO - Non sono ancora iniziate queste Olimpiadi, ma sembrano andare avanti da un secolo. Con il coronavirus dentro al Villaggio - tre casi segnalati tra ieri e oggi - e fuori lo scontento. Da ultimo un sondaggio pubblicato dall'agenzia Kyodo che parla di una stragrande maggioranza di giapponesi che non vuole la grande manifestazione sportiva.

La gioia e l'attesa che hanno accolto la decisione del Comitato Olimpico Internazionale nel 2013 di assegnare i Giochi del 2020 a Tokyo sembra appartenere a un'altra epoca.

E a meno di una settimana dall'arrivo della first lady Usa Jill Biden e un migliaio di VIP per all'accensione del calderone olimpico in uno stadio altrimenti vuoto, il popolo giapponese si sta preparando per i Giochi che molti temono possano lasciare un'eredità pandemica.

Il mondo continua la sua battaglia contro il coronavirus, che affronta pure il Giappone mentre vive anche le conseguenze di un'altra tragedia umana: il terremoto e lo tsunami che ha devastato la sua costa nord-orientale nel marzo 2011 e ha innescato una tripla fusione nucleare a Fukushima. L'allora primo ministro giapponese, Shinzo Abe, riuscì a persuadere i funzionari del CIO che Fukushima è «sotto controllo», con sorpresa di molti evacuati nucleari ancora sfollati.

Oltre a questo pesante retaggio, dall'ok del Cio sono seguite polemiche a raffica in Giappone. A parte le liti sui costi a spirale, una controversia sul plagio che circonda il logo originale dei Giochi, la lotta per essere all'altezza dei valori dell'uguaglianza di genere e della diversità incarnati nella carta olimpica con il presidente del comitato organizzatore Yoshiro Mori, dimessosi con riluttanza per i commenti sessisti che ha fatto sugli amministratori sportivi femminili.

Altri scandali sono seguiti sino all'ultimo: il musicista Keigo Oyamada, un membro anziano del team creativo per la cerimonia di apertura, che una volta ha ammesso di aver maltrattato due compagni di classe disabili. Oyamada, meglio conosciuto con il nome d'arte Cornelius, si è scusato. Ma certo per queste Olimpiadi che devono ancora cominciare è difficile trovare un buon inizio anche in musica.