9 dicembre 2019
Aggiornato 06:00

Milan: già pronte le mosse di mercato per gennaio

Il disastroso avvio di stagione dei rossoneri causerà certamente una mini rivoluzione nella campagna acquisti di riparazione con l’avvento dell’anno nuovo

Paolo Maldini e Zvonimir Boban: a loro è stato affidato il difficile compito di risollevare il Milan
Paolo Maldini e Zvonimir Boban: a loro è stato affidato il difficile compito di risollevare il Milan ANSA

MILANO - Il progetto di rilancio del nuovo Milan, affidato alla giovane ed inesperta dirigenza formata dal trio Boban-Maldini-Massara, e all’altrettanto immaturo Marco Giampaolo in panchina, sta fallendo miseramente, andando anche oltre ogni più negativa previsione. Della serie «al peggio non c’è mai fine», insomma, con 4 sconfitte nelle prime 6 giornate di campionato, una squadra involuta rispetto a quella guidata un anno fa da Gennaro Gattuso ed un allenatore sprofondato nel baratro assieme alle sue idee di bel gioco, spettacolo e coraggio. E oggi quel «testa alta e giocare a calcio», pronunciato da Giampaolo nel giorno della sua presentazione, agisce da boomerang nei confronti di un tecnico ormai appeso ad un filo.

Fondamenta

L’allenatore abruzzese ha certamente tante, tantissime colpe, a cominciare da un’intransigenza tattica che lo sta affondando, perché insistere con un 4-3-1-2 impraticabile da questo Milan è una responsabilità diretta e chiara del tecnico, così come la totale incapacità di invertire la rotta in corsa e di dare la scossa ad una formazione impaurita e clamorosamente regredita partita dopo partita. Ma dove finiscono le colpe di Giampaolo iniziano quelle della dirigenza che, conscia dell’integralismo dell’allenatore, non gli ha costruito una rosa a sua immagine e somiglianza, anzi, l’ha riempita di attaccanti esterni (incompatibili col modo di giocare dell’ex tecnico della Sampdoria) e non l’ha dotata di quel centrocampista che serviva e che è stato a lungo (inutilmente) inseguito, leggasi Praet, Veretout e Sensi.

Mercato

Ora che le cose sono precipitate, il Milan si interroga sul futuro di Giampaolo e, soprattutto, su un organico senza leader, senza guide esperte, scoperto in ruoli chiave e, a conti fatti, più debole di quello di un anno fa, senza il fosforo e la fisicità di Bakayoko e senza la verve e l’elettricità di Cutrone. A prescindere dalla conferma o meno dell’allenatore, a gennaio i rossoneri dovranno mettere pesantemente mano alla campagna acquisti, possibilmente eliminando ogni vincolo anagrafico sugli elementi da portare a Milanello, perché il progetto giovani imposto dalla proprietà è definitivamente fallito assieme a quello di Giampaolo, il Milan non è l’Empoli, non è il Cesena e neanche la Sampdoria, senza esperienza i risultati vanno a farsi benedire e San Siro non perdona nulla a nessuno. Giustamente.

Difesa

Ma dove e come la compagine milanista potrà rinforzarsi a gennaio? Partiamo dalla difesa dove a destra Calabria è più spaesato che mai e Conti appare ancora in evidente ritardo dopo i due gravi infortuni subiti alle ginocchia. Difficile reperire un terzino valido e a buon mercato, ma la falla sul settore destro della retroguardia andrebbe colmata, così come non si capisce la situazione di Mattia Caldara: si parlava di un rientro a novembre, ma ad oggi non ci sono certezze sull’impiego dell’ex atalantino, con Musacchio e Duarte non all’altezza di reggere la difesa fino a giugno. Se Caldara dovesse non essere al passo con gli altri, ecco che il nome di N’Koulou, in rotta col Torino, potrebbe tornare utile alla causa rossonera, partendo da un prestito con obbligo di riscatto a fine stagione.

Centrocampo e attacco

Sulla mediana, poi, una guida d’esperienza servirebbe come il pane, anche a prescindere dalla ripresa di un Bonaventura che, quando pienamente ristabilito, garantirebbe solidità all’intero reparto. Ma la mezzala chiesta da Giampaolo per tutta l’estate non è arrivata, motivo per il quale Boban, Maldini e Massara potrebbero correre ai ripari con 6 mesi di ritardo, anche a costo di sacrificare Franck Kessie (cercato da un paio di club inglesi e dal Monaco) per arrivare al centrocampista che manca in rosa. Infine il reparto avanzato: Castillejo e Borini servono sostanzialmente a poco, Rafael Leao si sta prendendo la scena nonostante la giovane età e Rebic ad oggi è un ibrido, né esterno, né centravanti e né seconda punta. Se dovesse rimanere in sella Giampaolo, è possibile che all’organico venga aggiunto un attaccante con caratteristiche diverse da tutti gli altri; la grinta, la forza e l’esperienza di Mario Mandzukic (in uscita dalla Juventus) potrebbero stavolta far breccia nell’anima verde di un Milan sempre più allo sbando.