20 settembre 2019
Aggiornato 17:00

Buon compleanno Usain Bolt!

Lo sprinter giamaicano otto volte medaglia d'oro ai Giochi Olimpici compie oggi 33 anni ed è l'occasione per riportare alla mente le sue imprese

Il campione giamaicano Usain Bolt
Il campione giamaicano Usain Bolt ANSA

MILANO (ASKANEWS) - Si è ritirato da due anni, ma il suo mito e soprattutto i suoi record restano intoccati e, almeno per quanto è dato immaginare ora, anche intoccabili, almeno ancora per un po'. Usain Bolt, lo sprinter giamaicano otto volte medaglia d'oro ai Giochi Olimpici, l'unico ad avere vinto i 100 metri in tre diverse edizioni a cinque cerchi, compie oggi 33 anni ed è l'occasione per riportare alla mente le imprese di Pechino 2008, Londra 2012 e Rio 2016. Partendo proprio dall'ultimo grande trionfo, quello in Brasile, ottenuto con la fatica del campione 30enne, con la consapevolezza che i record non erano raggiungibili, con il sorriso più tirato di altre volte. Ma sempre oro è stato e con un tempo, 9:81, che per quanto lontano dal suo record (il leggendario 9:58 dei Mondiali di Berlino 2009) resta sempre una prestazione superlativa.

Record sui 100m, 200m e 4x100m

Da quell'ultimo grande squillo, da quell'ultima esultanza con il proverbiale gesto nato da un passo di danza giamaicano che per lui voleva essere un «messaggio al mondo» e per tutti è diventato il racconto plastico del suo «fulmine», è facile ritornare indietro e rivedere le tappe di una carriera che è apparsa a lungo quella di un imbattibile assoluto, capace di rendere quasi marginale la storia di un'altra leggenda dell'atletica veloce come il Figlio del vento Carl Lewis. Perché Bolt, oltre al record sui 100m, continua a detenere anche quello dei 200m, ed è il pazzesco 19:19 sempre dei Mondiali di Berlino (che pensandoci adesso restano forse il momento più intenso della storia, anche senza la mitologia olimpica), e quello, in collaborazione con i compagni di nazionale, della staffetta 4x100: 36:84, realizzato nel 2012.

La leggenda resta e resterà

Personaggio anche al di fuori della pista, Bolt ha incarnato il volto sorridente dello sprint, il suo apparire così scanzonato prima delle gare è diventato proverbiale, soprattutto in un mondo che per decenni aveva visto volti tesi, contratti, nervosi fino allo spasmo. Lui, in questo ancora una volta paragonabile a Carl Lewis, sembrava l'esatto opposto, faceva pensare, perché poi vinceva sempre per distacco, che tutto fosse facile e naturale, così naturale da diventare scontato. E allora, verso la fine della carriera, a fare notizia sono state inevitabilmente le sconfitte, e prima di esse le vittorie meno nette. Entrambi segnali di quanto la superiorità dell'atleta gaimaicano fosse diventata quasi un fatto strutturale e non modificabile. Gli ultimi anni lo hanno umanizzato, ma la leggenda resta e resterà.

Buon compleanno!

Anche oltre i tentativi in altri sport, calcio, baseball e altre uscite più o meno colorite o sponsorizzate, che sono venute dopo il ritiro. Solo cronaca, accanto a quella che invece resta una storia di sport con la esse maiuscola. Buon compleanno fulmine, ci manchi, ma sei sempre qui.