22 febbraio 2019
Aggiornato 09:00
Rugby

O'Shea: «Giocheremo un Sei Nazioni senza paura»

Così il ct dell'Italrugby, Conor O'Shea, sul 6 Nazioni, intervenendo alla presentazione presso il salone d'Onore del Coni del programma del Torneo del 2019

Il ct Conor O'Shea con il capitano Sergio Parisse
Il ct Conor O'Shea con il capitano Sergio Parisse ANSA

ROMA - «Il livello è il più alto della storia del Sei Nazioni, giochiamo contro seconda, terza e quarta del world ranking, vogliamo vincere davanti ai nostri tifosi di Roma. La sola cosa che controlliamo è noi stessi, la volontà e l'ambizione è giocare sempre senza paura come contro l'Australia, ma vogliamo farla diventare un'abitudine». Così il ct dell'Italrugby, Conor O'Shea, sul 6 Nazioni, intervenendo alla presentazione presso il salone d'Onore del Coni del programma del Torneo del 2019.

Si parte dalla Scozia

Per l'Italia il Torneo si aprirà sabato 2 febbraio a Murrayfield (ore 15.15), quando la prima giornata avrà vissuto già il prologo di Francia-Galles (venerdì primo febbraio alle 21). Gli azzurri ospiteranno poi all'Olimpico il Galles (sabato 9 alle 17.45) e l'Irlanda campione uscente (domenica 24 alle 16). Poi, dopo la seconda settimana di pausa, la trasferta di Twickenham con l'Inghilterra (sabato 9 marzo alle 17.45) e la chiusura con la Francia a Roma sabato 16 alle 13.30. «Siamo un gruppo che guarda al futuro ma che è concentrato sul presente», ha aggiunto Parisse. «Abbiamo dei limiti tecnici, forse anche fisici, ma la sfida più dura è a livello mentale. Affrontiamo tutti con rispetto ma con ambizione».

Malagò: «Vogliamo che il Flaminio sia la casa degli azzurri»

«Il Coni per il Flaminio ha presentato un solo progetto, che prevede la possibilità di destinare il Flaminio in pianta stabile al rugby azzurro». Ne ha parlato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, intervenendo alla presentazione del programma dell'Italrugby al prossimo Guinnes Sei Nazioni 2019. L'impianto della Capitale è in disuso da tempo, «gli uffici, le attività propedeutiche al Sei Nazioni allo stadio Olimpico - spiega Malagò - oltre alla volontà di farne la casa del rugby femminile e del rugby a 7: questa è la nostra volontà e il Comune sembra ben predisposto, sarebbe una bella cosa».

Biglietti venduti anche nei Tourist Infopoint di Roma

In occasione dell'inizio della ventesima edizione del Guinness Sei Nazioni 2019, il torneo di Rugby più antico del mondo, la città di Roma scende di nuovo in campo al fianco degli Azzurri grazie ad una nuova importante collaborazione siglata tra la FIR - Federazione Italiana Rugby e Roma Capitale - Assessorato Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi, Assessorato alla Crescita Culturale, Assessorato allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro, con la partecipazione di Zètema Progetto Cultura. Un sodalizio tra sport, cultura e turismo che consentirà alle migliaia di appassionati stranieri e italiani che arriveranno per seguire il Sei Nazioni a Roma di usufruire, grazie al contenitore IV TEMPO - RUGBY E CULTURA, delle opportunità di arricchimento culturale offerte dalla Capitale.