16 giugno 2021
Aggiornato 10:30
Formula 1

Formula 1: come sarebbe la classifica piloti senza errori?

Un mondiale che sembra ormai già deciso, in parte anche dagli errori di Sebastian Vettel. Ecco come sarebbe la classifica mondiale senza nessun errore da parte dei due contendenti al titolo

Lo ha ammesso lo stesso Sebastian Vettel: troppi errori da parte sua, e del team, hanno aiutato un Lewis Hamilton in forma strepitosa a portarsi in vetta alla classifica, a un soffio dal suo quinto titolo mondiale. Il pilota della Ferrari era rimasto aggrappato alla speranza di poter ribaltare la situazione nei restanti Gran Premi. Tuttavia, il britannico dispone di un vantaggio abissale: 67 punti. Se Hamilton dovesse vincere il Gran Premio degli Stati Uniti, con Sebastian Vettel terzo (o peggio) all'arrivo, il pilota della Mercedes coronerà il sogno iridato. E, con il vantaggio prestazionale dimostrato dal team di Brackley negli ultimi tre weekend, la doppietta Mercedes è più di una possibilità.

Gli errori commessi da Sebastian Vettel e dalla Ferrari hanno segnato una svolta nella storia della stagione. Ma come sarebbe ora la classifica se loro (e Mercedes) non avessero commesso nessun errore?

Gran Premio d'Australia - Sembra quasi strano dirlo ma, il primo errore della stagione, è stato commesso dal team Mercedes. Nella gara di apertura, il team tedesco, ha calcolato erroneamente il vantaggio che Lewis Hamilton aveva bisogno di mantenere su Vettel, durante il regime di Virtual Safety Car, per evitare che il pilota della Ferrari si trovasse davanti al britannico all'uscita dai box. 

Il risultato: Hamilton da primo si ritrova secondo, Vettel vince il Gran Premio.

Classifica senza errori:
Lewis Hamilton, 25
Sebastian Vettel, 18

Classifica reale:
Sebastian Vettel, 25
Lewis Hamilton, 18

Gran Premio dell'Azerbaijan - Una potenziale vittoria per Sebastian Vettel si trasforma in un quarto posto. La sosta troppo anticipata della Ferrari consente a Valtteri Bottas, sfruttando l'entrata della Safety Car, di sopravanzare il tedesco. Il tentativo del ferrarista di riprendersi la posizione finisce con un bloccaggio e con la sua discesa fino alla quarta posizione. 

Il risultato: Ipotizzando che la foratura di Bottas sarebbe avvenuta in ogni caso, Hamilton passa da secondo a primo, mentre Vettel scivola dalla prima alla quarta piazza. 

Classifica senza errori:
Sebastian Vettel, 72
Lewis Hamilton, 70

Classifica reale:
Lewis Hamilton, 70
Sebastian Vettel, 66

Gran Premio di Francia - Una partenza ottima, ma finita in disastro. Sebastian Vettel si tocca, in seguito a un errore in frenata, con Valtteri Bottas e si ritrova a dover rimontare dal fondo. Conclude in quinta posizione. 

Il risultato: Vettel trasforma un potenziale terzo posto, dietro alle due Mercedes, in un quinto.

Classifica senza errori:
Lewis Hamilton, 145
Sebastian Vettel, 142

Classifica reale:
Lewis Hamilton, 145
Sebastian Vettel, 133

Gran Premio d'Austria - Una mancata comunicazione da parte del team porta Vettel a ricevere una penalità. Il motivo? Aver ostacolato Carlos Sainz durante le qualifiche. Il tedesco passa dal terzo posto sulla griglia di partenza, dietro alle due Mercedes, al sesto posto, dietro la Red Bull del vincitore Max Verstappen.

Il risultato: una potenziale vittoria (a seguito del ritiro di entrambe le frecce d'argento) trasformata in un terzo posto. 

Classifica senza errori:
Sebastian Vettel, 167
Lewis Hamilton, 145

Classifica reale:
Sebastian Vettel, 148
Lewis Hamilton, 145

Gran Premio di Germania - In una gara che sembrava vinta, Sebastian Vettel commette una piccola imprecisione dalle grandissime conseguenze: è costretto al ritiro.

Il risultato: Vettel butta all'aria 25 punti e regala la vittoria al suo rivale Lewis Hamilton, che avrebbe (ipotizzando un assai probabile sorpasso su Raikkonen e, in seguito, su Bottas anche senza l’entrata della SC) concluso secondo. 

Classifica senza errori:
Sebastian Vettel, 217
Lewis Hamilton, 181

Classifica reale:
Lewis Hamilton, 188
Sebastian Vettel, 171

Gran Premio d'Italia - Magia in qualifica per Kimi Raikkonen che si prende la Pole Position, battendo Vettel per 0,161 secondi. Prima della gara, la Ferrari comunica al finlandese che il suo contratto non verrà prolungato per il 2019. In partenza Raikkonen chiude la porta a Vettel. Hamilton ne approfitta e passa il tedesco all'esterno prima della seconda variante. I due contendenti al titolo si toccano, in seguito a una chiusura troppo aggressiva del ferrarista, e Sebastian Vettel si gira, scivolando in ultima posizione. 

Il risultato: Vettel e la Ferrari trasformano una possibile vittoria in un quarto posto attraverso una cattiva gestione della gara da parte del team e ad un errore di guida da parte del pilota. Supponendo che Hamilton avrebbe comunque battuto Kimi Raikkonen, il britannico passa dalla seconda alla prima posizione. 

Classifica senza errori:
Sebastian Vettel, 285
Lewis Hamilton, 242

Classifica reale:
Lewis Hamilton, 256
Sebastian Vettel, 226

Gran Premio del Giappone - A Suzuka va tutto storto già dal sabato: un errore di strategia in qualifica costringe Vettel a partire dall’ottava posizione anziché da una plausibile terza piazza. In gara il tedesco parte bene ma, in seguito a un contatto con Verstappen, sarà costretto a rimontare dal fondo per l’ennesima volta. Sesta posizione all’arrivo per il ferrarista.

Il risultato: Vettel conclude sesto, dopo aver avuto l’occasione di arrivare terzo. Hamilton vince la gara.

Classifica senza errori:
Sebastian Vettel, 330
Lewis Hamilton, 317

Classifica reale:
Lewis Hamilton, 331
​​​​​​​Sebastian Vettel, 264

L’impatto sul campionato - Quanto analizzato evidenzia come il tedesco abbia perso ben 66 punti durante il corso della stagione. Quindi, ipotizzando che il resto della stagione sarebbe andato come realmente accaduto, Sebastian Vettel potrebbe ora trovarsi a +13, anziché a -67. Tuttavia, non necessariamente questi errori hanno inciso su chi diventerà campione del mondo al termine della stagione. La Mercedes ha fatto un grande salto di prestazioni, a partire dal Gran Premio di Singapore, che le ha conferito un vantaggio non indifferente. Un vantaggio che, se dovesse essere mantenuto costante nelle prossime gare, avrebbe consentito a Hamilton di vincere il mondiale anche partendo da una situazione di svantaggio. Allo stesso tempo, Hamilton sta dimostrando di essere nel miglior periodo di forma della carriera, facendo sorgere il dubbio che solamente le sue abilità lo abbiano portato a vincere in Germania, o in Italia, indipendentemente dagli errori del suo rivale.