21 novembre 2018
Aggiornato 07:00

Milan: tutti i nomi per il nuovo amministratore delegato

Le quotazioni di Gazidis sembrano in discesa, ma i rossoneri hanno già pronte le alternative
A Casa Milan si sta decidendo chi sarà il nuovo amministratore delegato del club
A Casa Milan si sta decidendo chi sarà il nuovo amministratore delegato del club (ANSA)

MILANO - Nel riassetto societario che ha visto protagonista il Milan fra giugno e luglio c'è stato posto per la sostituzione del responsabile dell'area tecnica con Massimiliano Mirabelli fuori e col rientro di Leonardo, poi affiancato anche da Paolo Maldini, mentre la posizione di amministratore delegato, ricoperta da Marco Fassone nell'era cinese, risulta ancora vacante, un po' perchè il Milan aveva fretta di concludere le operazioni di calciomercato e un po' perchè società e dirigenza non hanno ancora individuato il profilo giusto per la carica che fu di Galliani prima e, come detto, di Fassone poi.

Nomi

A dirla tutta, in effetti, i rossoneri il nome lo avrebbero anche trovato e si tratta di Ivan Gazidis, attualmente amministratore delegato dell'Arsenal. Ma strappare il manager neozelandese ai britannici si sta rivelando più complesso del previsto: tanto per cominciare, l'Arsenal vuole imporre a Gazidis un periodo di sosta forzata non inferiore ai 4 mesi, e poi lo stesso dirigente sta forzando la mano col club milanista, aumentando di volta in volta le proprie richieste economiche. Motivi per i quali la società rossonera si sta guardando intorno per rintracciare e vagliare altri profili in grado di sostenere il prestigioso ruolo, non facendosi trovare impreparati in caso di naufragio totale della trattativa con Gazidis. In prima battuta c'è Umberto Gandini, reduce dall'esperienza alla Roma e pronto a tornare a Milanello dopo gli oltre vent'anni con Berlusconi. Elliott ha poi in serbo un paio di nomi al momento non rivelati, ma ha chiare le caratteristiche del nuovo amministratore delegato: dovrà essere un dirigente di spessore e con esperienza internazionale, valorizzare la popolarità del club nel mondo e, soprattutto, gestire il contenzioso con la Uefa e farle accettare il Voluntary Agreement per non aver rispettato i parametri del Fair Play Finanziario.