15 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Corsi e ricorsi: il Milan ritrova la coppia regina

Dopo otto anni si ricompone in rossonero la coppia di difensori centrali con i numeri 13 e 33. Allora i protagonisti erano Nesta e Thiago Silva, adesso tocca a Romagnoli e Caldara blindare la retroguardia del Milan
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso
L'allenatore del Milan Gennaro Gattuso (ANSA)

MILANO - Una volta c’era un numero 13 e accanto a lui un numero 33. Erano le due colonne portanti della difesa milanista e rispondevano ai nomi rispettivamente di Alessandro Nesta e Thiago Silva. Attorno ai due centrali rossoneri, il Milan ha costruito le proprie fortune per tanti anni. La stessa cosa che si spera di poter replicare adesso che i numeri sono tornati, anche se sulle spalle di calciatori diversi. L’ambizione milanista però è tutt’altro che campata in aria. I due nuovi difensori centrali a disposizione di Gattuso sono Alessio Romagnoli, uno che ha sempre ricordato per movenze, qualità e classe indiscussa il predecessore laziale; l’altro invece è Mattia Caldara, appena giunto dalla Juventus in cambio del reprobo Bonucci e indicato da tutti come il presente e il futuro della nostra nazionale.

Coppia azzurra
Ecco forse quella che potrebbe essere l’unica differenza tra le due coppie: quella di qualche anno fa era formata da un italiano e un brasiliano, quella attuale invece potrebbe essere ricomposta anche in maglia azzurra per la gioia e la tranquillità del ct Mancini e dei tifosi di tutto il bel paese.
Mettendo però da parte il futuro di Romagnoli e Caldara, c’è un presente che stuzzica. I due sembrano nati per giocare insieme e l’arrivo dell’ex atalantino è stato invocato e festeggiato dai tifosi tanto quanto quello di Gonzalo Higuain. Già solo questo dovrebbe dare la dimensione di quanto sia alte le aspettative del mondo del calcio nei confronti del nuovo 33 rossonero.

Una spanna sopra
Dal canto suo Gennaro Gattuso ha provveduto finora a tenerlo al riparo da possibili defaillance, comprensibili visto che per Caldara c’è da adattarsi ad un modulo del tutto nuovo dopo tanti anni di difesa a 3 con l’Atalanta di Gasperini. Alla vigilia di Napoli-Milan, esordio in campionato per i rossoneri, l’allenatore calabrese aveva affrontato l’argomento, spiegando chiaramente il suo punto di vista sul classe ’94 di Bergamo: «Con il fatto che viene un calcio diverso dal nostro, ha metodi di lavoro diversi dal nostro ma ha grande mentalità e voglia, chiede di fare sempre qualcosa in più. Si sapeva che c'era da lavorare, non è possibile resettare quello che ha avuto in testa in questi anni. Ci vuole tempo, ma Caldara è una spanna sopra gli altri».

È giunta l’ora
Ebbene, il tempo sembra ormai scaduto. Contro la Roma dello spauracchio Dzeko, il momento dell’ex difensore atalantino sembra arrivato. Complice le insicurezze di Musacchio e la tenuta non impermeabile della retroguarda rossonera, il battesimo del fuoco per Caldara arriverà prima del previsto. Nessuna paura però, accanto a lui ci sarà Romagnoli. Il neo capitano del Milan è pronto ad offrire al nuovo compagno di reparto tutto il supporto necessario per rendere al meglio fin dalla prima partita e poi i due hanno già giocato insieme nell’Under 21. Il 13 e il 33 sono tornati a blindare la porta, i tifosi milanisti possono ricominciare a dormire sonni tranquilli.