6 dicembre 2019
Aggiornato 18:30

Milan: la decisione dell'Uefa è sempre più giustificata

Dopo tante contestazioni, anche molti tifosi rossoneri iniziano a ritenere valide le motivazioni dell'ente europeo che ha escluso il club dalle coppe

L'Uefa ha escluso il Milan dalla partecipazione alle coppe europee per la stagione 2018-2019
L'Uefa ha escluso il Milan dalla partecipazione alle coppe europee per la stagione 2018-2019 ANSA

MILANO - Il Milan è aggrappato alla speranza del Tas di Losanna per ribaltare la sentenza dell'Uefa che ha escluso i rossoneri dalla partecipazione alle coppe europee del prossimo anno. Una decisione apparsa ai più sproporzionata, nonostante le motivazioni dell'Uefa stessa che, a conti fatti, senza il Milan perde anche molto sia come introiti che come blasone europeo. Milan che sta tentando di salvare il salvabile, rivolgendosi al tribunale svizzero nel tentativo di essere riammesso alla prossima Coppa Uefa, obiettivo che era stato raggiunto grazie al sesto posto ottenuto al termine di un campionato più tribolato del previsto. Ma, allo stato attuale delle cose, il destino dei rossoneri sembra segnato, perchè nulla di ciò che la Uefa chiedeva per salvaguardare il posto del club milanese è stato modificato, anzi, ora lo stallo societario è totale col mancato ripianamento da parte di Yonghong Li dei 32 milioni di euro da restituire al fondo Elliott che adesso può prendersi il Milan e rivenderlo a suo piacimento.

Giustificazioni

Man mano che passa il tempo, però, la rabbia dei tifosi milanisti nei confronti della Uefa si sta trasformando in consapevolezza che forse tutto non è così complottistico nei confronti della società milanese. Al di là di qualche strenuo difensore della proprietà (chiunque ci sia al comando del Milan) che prova a spostare il discorso sul campo, ignorando (di proposito) il momento di clamorosa crisi societaria, in molti stanno infatti facendo parziale retromarcia, perchè Yonghong Li, dopo essere stato ammonito in precedenza, ha continuato a stare in silenzio, non per cultura cinese (come descritto comicamente dai soliti noti), bensì perchè non ha nulla da dire, perchè quelle garanzie giustamente richieste dalla Uefa non sono mai arrivate, perchè lui stesso ha coi fatti ammesso di non essere in grado di continuare a gestire il Milan, perchè lui stesso quei 32 milioni di euro da restituire ad Elliott non è stato capace di trovarli, lasciando i rossoneri al fondo americano e finendo con l'uscire di scena nella maniera più ignobile possibile, rivalutando anche una sentenza che, volente o nolente, il Milan deve accettare, provando a ripartire al più presto con una proprietà più solida e che voglia, veramente, tornare ad essere grande.