11 dicembre 2019
Aggiornato 22:30

Milan: lo stallo societario ed un'altra stagione da buttare

Regna ancora l'incertezza attorno ai rossoneri, con la conseguenza di un calciomercato bloccato ed una squadra senza sicurezze

Yonghong Li, proprietario del Milan dall'aprile 2017, assieme ad Han Li
Yonghong Li, proprietario del Milan dall'aprile 2017, assieme ad Han Li ANSA

MILANO - Chiunque sia il regista, la vicenda che coinvolge la proprietà del Milan assomiglia sempre più ad un film di spionaggio, con alcune scene da thriller, altre comiche, altre ancora al limite del grottesco. Ma soprattutto, quanto accaduto dalla primavera del 2017, ovvero dalla cessione del club rossonero al misterioso uomo cinese Yonghong Li dopo i 31 anni di presidenza targata Silvio Berlusconi, potrà essere raccontata da Carlo Lucarelli in una delle sue celebri puntate di Blu Notte - Misteri d'Italia. Yonghong Li si è preso il Milan in silenzio e in silenzio lo ha mollato, non restituendo al fondo Elliott i 32 milioni di euro necessari per rimanere al timone del club, lasciando tutti con una sensazione a metà fra l'incredulità e il fastidio di non conoscere fino in fondo la verità sull'inconsistente presidente milanista, ormai prossimo ad abdicare.

Nebbia pericolosa

Nubi e misteri anche su chi sarà il nuovo proprietario rossonero, con Elliott ora al lavoro per cedere la società al miglior offerente, con la speranza del popolo milanista che si tratti finalmente di un magnate dalle risorse consistenti e dal progetto tecnico chiaro e preciso, in grado di riportare il Milan ai vertici del calcio italiano ed europeo, ovvero laddove è sempre stato nella sua ultracentenaria storia. Ma la fase di stallo che si sta vivendo intorno a Milanello sta causando anche pesanti disagi a livello sportivo: non solo l'esclusione della Uefa dalle coppe europee, ma anche un immobilismo totale sul fronte del calciomercato. Marco Fassone, amministratore delegato rossonero, ha tranquillizzato tutti ma senza dare garanzie specifiche (neanche lui, insomma), mentre il direttore sportivo Massimiliano Mirabelli ha allargato le braccia sconsolato, ammettendo che la campagna acquisti del Milan sarà a costo zero, o parte qualcuno o non arriva nessuno. A risentirne, ovviamente, l'allenatore Gattuso ed una squadra che rischia di restare così com'è, puntellata con un secondo portiere ed un terzino arrivati a parametro zero (Reina e Strinic) ed un centrocampista giunto in prestito (Halilovic), vale a dire ciò che combinava Adriano Galliani nei suoi ultimi anni da dirigente milanista. Di questo passo, quindi, la stagione 2018-2019 del Milan si preannuncia tutta in salita, senza Europa e con quell'obiettivo di entrare fra le prime quattro della serie A, tanto sbandierato da Fassone quanto pressoché impossibile da raggiungere.