19 giugno 2019
Aggiornato 02:30
MotoGP

Lorenzo ha una sola, ultima spiaggia: tornare alla Yamaha

La Ducati lo ha scaricato e anche la Suzuki gli ha detto di no. A Jorge, dunque, non rimane che un'opzione: riprendersi la M1 (naturalmente quella satellite)

Jorge Lorenzo al suo ultimo GP con la Yamaha (vinto), a Valencia nel 2015
Jorge Lorenzo al suo ultimo GP con la Yamaha (vinto), a Valencia nel 2015 ( Michelin )

ROMA – Si mette male il mercato piloti per Jorge Lorenzo. Ormai definitivamente scaricato dalla Ducati, infatti, il cinque volte campione del mondo sta pian piano rimanendo senza opzioni. L'unica squadra ufficiale con cui era entrato in contatto era la Suzuki, che lo ha sondato come eventuale sostituto di Andrea Iannone, ma anche questa pista sembra sfumata: la casa giapponese gli avrebbe preferito un altro maiorchino, il più giovane e promettente Joan Mir. Si era addirittura ventilata l'ipotesi di un anno sabbatico per Por Fuera, in attesa che si liberino sellini più appetibili, ma questa idea non piacerebbe per niente agli organizzatori della Dorna, che vogliono a tutti i costi il suo nome sulla griglia di partenza della prossima stagione di MotoGP.

Ritorno di fiamma
Non resta dunque che un'ultima alternativa: quella di un clamoroso ritorno alla Yamaha, la moto con cui ha ottenuto tutte e quarantaquattro le sue vittorie nella classe regina. Naturalmente, non quella ufficiale, sulla quale anche nel prossimo biennio si accomoderanno ancora Valentino Rossi e Maverick Vinales, ma quella satellite. Un'idea che non dispiacerebbe né al pilota, il quale ritroverebbe così quella M1 che tanto gli piaceva, né al costruttore di Iwata, che lasciando andare lo spagnolo ha perso soprattutto un valido collaudatore e uomo capace di orientare lo sviluppo tecnico (con i risultati che si sono visti in pista).

Senza squadra
Anche questa strada, però, non è affatto priva di ostacoli: prima di tutto perché bisogna capire quale formazione schiererà le Yamaha satellite a partire dal 2019. Non sarà ovviamente più la Tech3, che emigrerà alla Ktm; potrebbe trattarsi del team Marc Vds, attualmente partner di Honda e candidato più probabile a questo ruolo, ma prima la scuderia di Marc van der Straten ha i suoi personali problemi da risolvere. Dopo il litigio e il divorzio a colpi di avvocati da Michael Bartholemy, manca un team manager definitivo che possa rimettere in ordine i conti e i programmi, ma soprattutto manca un grosso sponsor che possa coprire l'esoso stipendio richiesto da Jorge Lorenzo. Eppure, se tutti i pezzi del mosaico, alla fine, dovessero trovare una collocazione, proprio lui potrebbe essere il prossimo compagno di squadra del nostro Franco Morbidelli in sella alla M1 clienti. Dopotutto, niente male come prospettiva.