20 settembre 2019
Aggiornato 10:00

Milan, Mirabelli: «Non si vendono i big, serve uno come Fellaini»

C’è soddisfazione in casa Milan per il raggiungimento del sesto posto e la conquista del pass per la prossima Europa League, ma soprattutto c’è la consapevolezza che per puntare alla Champions occorre alzare ancora l’asticella.

Massimiliano Mirabelli, direttore dell'area tecnica rossonera
Massimiliano Mirabelli, direttore dell'area tecnica rossonera ANSA

MILANO - Quello che si presenta davanti ai microfoni di Sky al termine del vittorioso match contro la Fiorentina che ha consegnato il pass per l’Europa League al Milan senza passare dalle forche caudine dei preliminari di luglio e agosto è un Massimiliano Mirabelli finalmente sereno. Le tante critiche ricevute negli ultimi mesi per gli oltre 230 milioni di euro spesi in estate che hanno prodotto la miseria di un solo punticino in più rispetto alla passata stagione devono aver lasciato il segno, ma il dirigente calabrese insiste nel difendere la bontà del proprio lavoro senza fare un solo passo indietro: «Il sesto posto è un punto di partenza, non dovevamo complicarci la prossima stagione. Già questa era complicata. Il Milan non può pensare di gioire per i sesti posti, vogliamo promettere che questo sia il primo e l’ultimo della nostra gestione. Abbiamo costruito la squadra più giovane di Italia con giocatori di affidamento. Dobbiamo solo ritoccare la squadra per attaccare le posizioni più importanti a cui il Milan è abituato».

Non si vendono i big
Per farlo il primo obiettivo sarà quello di non vendere i pezzi forti della squadra, nella fattispecie Suso e Donnarumma. Ipotesi alquanto improbabile, sebbene Mirabelli continui ad insistere su una teoria che al momento pare solo di facciata: «Non abbiamo mai messo Gigio sul mercato. Abbiamo rinnovato sperando che sia per sempre il nostro portiere. Su Suso ribadisco che quando gli abbiamo rinnovato il contratto, lui e il suo agente hanno voluto la clausola. Per noi non è sul mercato, ma sarà lui a decidere di andare via».

Obiettivo Fellaini
Ovviamente sarà indispensabile anche puntellare una rosa che ha mostrato nel corso della stagione più di una crepa: «A differenza della scorsa estate dobbiamo portare a Milanello giocatori forti, a prescindere dall’età, per alzare il livello del Milan. Siamo ancora in fase di costruzione. Per intenderci, i giocatori devono essere del livello di Fellaini. Ecco, il belga può essere un giocatore importante per il Milan. Sappiamo che non sta rinnovando con lo United, ma è prematuro dire che abbiamo chiuso con lui. Ha parametri importanti. Faremo qualcosa in quel ruolo ma teniamo tutto nel massimo riserbo, prima dobbiamo chiudere i giocatori poi annunciarli».
Sarà, ma intanto il primo nome è stato fatto.