19 giugno 2019
Aggiornato 15:30
MotoGP | Gran Premio di Francia

Le Mans, finalmente una pista Yamaha: Rossi spera, Zarco punta Marquez

Se le ultime gare hanno lanciato Marc in testa al Mondiale, ora in Francia la sua Honda dovrebbe giocare di rimessa: spera di approfittarne il padrone di casa

Valentino Rossi, Johann Zarco e Marc Marquez a Le Mans nella conferenza stampa del giovedì del GP di Francia di MotoGP
Valentino Rossi, Johann Zarco e Marc Marquez a Le Mans nella conferenza stampa del giovedì del GP di Francia di MotoGP ( Michelin )

LE MANS – Fare previsioni al giovedì è sempre difficile, ma al Gran Premio di Francia ancora di più. Da un lato, infatti, i risultati delle ultime gare indicherebbero come favorito d'obbligo Marc Marquez, che dall'alto delle sue due vittorie consecutive vive un momento di forma e di morale strepitoso. Dall'altro però, quella di Le Mans non è mai stato un circuito particolarmente favorevole alla sua Honda, e dunque questo fine settimana potrebbe anche invertire la tendenza. «La prima parte del campionato è stata positiva per noi – conferma il leader del Mondiale – e nei test di Jerez e del Mugello siamo riusciti a trovare qualcosa di importante per migliorare: dobbiamo lavorare ancora ma siamo sulla strada giusta. Questa francese è una nelle piste in cui in passato abbiamo sempre faticato di più, ma mi piace e sembra che ci sarà bel tempo, questo ci permetterà di lavorare sodo per ottenere un buon risultato. Lo scorso anno l'accelerazione è stato il nostro punto debole, ma quest’anno siamo riusciti a compiere un bel passo avanti e quindi spero che il weekend vada in modo di verso. Le Yamaha sono molto veloci, soprattutto Zarco avrà una motivazione in più, e penso che anche le Ducati ci saranno. Il livello è più alto per tutti: il mio primo obiettivo sarà conquistare il podio, poi eventualmente punterò ancora più in alto, alla vittoria».

Gioca in casa
Proprio il padrone di casa Johann Zarco, attualmente primo degli inseguitori del Cabroncito in classifica generale, è dunque identificato come rivale più pericoloso dallo stesso campione spagnolo. Non c'è solo il fattore campo a giocare a suo favore, ma anche il buon adattamento che storicamente la sua Yamaha ha trovato con la pista transalpina. «Da secondo nel Mondiale arrivo qui, dove l'anno scorso scoprii quanto andava bene la mia Yamaha – racconta il portacolori del team satellite Tech3 – I test a Jerez ci hanno permesso di giocare con l'assetto della moto per farmi sentire più a mio agio. Voglio lottare per il titolo, perché non farlo già da quest'anno? Mi sento bene e vedo Marc non così lontano come sembra. L'obiettivo è vincere: sono nella condizione ideale per sognare la prima vittoria. L'anno scorso ho fatto bene e la moto è piuttosto simile, quindi sono ottimista».

Con l'aiuto del circuito
Chi non sembra fare troppo affidamento sui precedenti positivi della sua moto su questo tracciato è invece Valentino Rossi. È vero che si tratta di una pista amica, avverte il Dottore, ma lo è altrettanto che la sua M1 è praticamente rimasta invariata da quella che, solo due settimane fa, è stata protagonista di una sonora disfatta in Spagna. «Veniamo da un momento duro, in cui non sono stato molto veloce – ammette il fenomeno di Tavullia – Nei test non avevamo molte cose da provare: a Jerez abbiamo lavorato su alcuni dettagli; poi al Mugello ci siamo concentrati sulla comprensione del bilanciamento giusto per la moto, ma ha piovuto. Quindi il nostro livello sarà simile a quello dell'ultima gara, ma dobbiamo capire come andremo rispetto agli avversari. Il circuito mi piace, dopo la riasfaltatura offre un'ottima aderenza, ha molte staccate e cambi di direzione. E storicamente è favorevole alla Yamaha: qui non ho vinto molto, ma ho disputato parecchie belle gare, compresi due podi con la Ducati, quindi le premesse sono buone. Non so quanto tempo ci vorrà per sistemare i problemi di elettronica della M1, ma credo che per novità consistenti si debba aspettare la seconda metà della stagione, quando ci saranno una o due settimane in più per lavorare. Questa di Le Mans sarà una gara importante: dobbiamo essere concentrati e lavorare bene da subito, puntando a dare qualcosa in più per fare bene, viste le nostre difficoltà. Non credo che andremo forte, ma speriamo che la pista ci aiuti».

Sulle ali dell'entusiasmo
Ad Andrea Iannone, invece, dopo aver regalato alla sua Suzuki due podi consecutivi, basterebbe continuare così: «Siamo in un ottimo momento: da Austin, prova dopo prova, il feeling è migliorato e di pari passo anche i risultati. L'anno scorso qui fu dura, ma oggi ci arriviamo in una situazione molto diversa. La moto è superiore e abbiamo buone possibilità di essere vicini ai migliori. Il mio futuro? Ho fiducia, tra qualche giorno verrà fatta chiarezza».