30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
MotoGP | Gran Premio di Spagna

Yamaha, ci risiamo con i guai: per Valentino Rossi «sarà dura»

I problemi sono meno gravi di dodici mesi fa, ma della stessa natura: le gomme pattinano e la moto non ha aderenza. «Non sono contento, c'è da lavorare»

Valentino Rossi in pista con la Yamaha nelle prove libere del GP di Spagna di MotoGP a Jerez
Valentino Rossi in pista con la Yamaha nelle prove libere del GP di Spagna di MotoGP a Jerez Michelin

JEREZ DE LA FRONTERA – Se Jerez era storicamente una pista amica della Yamaha, evidentemente negli ultimi anni devono avere litigato. Certo, non siamo nella situazione di emergenza dello scorso anno, quando il Gran Premio di Spagna si rivelò il più disastroso della stagione per Valentino Rossi e Maverick Vinales. Ma se l'incoraggiante weekend di Austin aveva lasciato un umore ottimista nella squadra dei Diapason in vista del rientro in Europa, la dura realtà della pista ha contribuito a ridimensionare le speranze.

Siamo alle solite
I problemi sono meno gravi rispetto a dodici mesi fa, ma sempre della stessa natura: gli pneumatici scivolano e manca aderenza. Questo è il motivo per cui Valentino, che nel primo turno di stamattina si era piazzato sesto a soli due decimi dalla vetta, è scivolato al nono posto a fine giornata: «È stato un venerdì difficile, specialmente nel pomeriggio – analizza il Dottore – Stamattina mi sono trovato bene con la moto e le gomme, e infatti la prima sessione di prove libere non è andata così male. Ma quando le temperature si sono alzate abbiamo sofferto di più. Non sono tanto contento del bilanciamento della moto, dobbiamo cercare di modificare il feeling generale. Ma soprattutto facciamo fatica con le gomme, perché anche se il nuovo asfalto è migliorato si pattina tanto. In questa situazione, dopo qualche giro, perdiamo aderenza e il nostro passo rallenta rispetto ai nostri avversari. Quindi penso che sarà dura. Ma è solo venerdì: abbiamo ancora molto lavoro da fare per migliorare domani, e vedremo». I lavori di riasfaltatura del circuito andaluso, insomma, hanno dato una mano solo in parte: «Penso che abbiano fatto un ottimo lavoro con l'asfalto: non perfetto, perché nella curva 1 e nella 8 ci sono dei problemi, e le sensazioni quando ci si passa sopra con la moto non sono fantastiche, ma in generale va bene – conferma il nove volte iridato – Hanno migliorato specialmente il bilanciamento e anche l'aderenza. Ma storicamente Jerez è una pista dove si pattina e in queste condizioni soffriamo un po'. Ma a me piace, è sempre bello guidare qui, mi diverto più dell'anno scorso, anche se sembra che i primi cinque o sei siano più forti di noi».

Manca un test
Molto più perplesso è apparso il suo compagno di squadra Vinales, che si è piazzato ai margini della top ten in entrambe le sessioni ma attualmente è fuori dalla fase finale delle qualifiche. «Oggi non ho avuto il miglior feeling, non mi sono trovato bene, è stata dura – ammette Top Gun – Ad Austin eravamo migliorati parecchio, ma quando siamo arrivati qui sono tornati i problemi. La moto si muove molto, quindi dobbiamo continuare a lavorare e rimanere concentrati. Anche Vale sembra avere gli stessi problemi, i nostri tempi sono piuttosto simili, quindi dobbiamo trovare una soluzione che funzioni per entrambi». Una parte del ritardo della casa di Iwata rispetto agli avversari diretti è dovuta anche alla scelta di non provare in anticipo su questa pista: «Sapevamo che nella prima giornata avremmo dovuto inseguire, perché non avevamo partecipato al test qui a inizio anno, ma a questo punto pensavamo di essere messi meglio – confessa il team manager Maio Meregalli – Invece, quando abbiamo montato la gomma morbida per il giro veloce, non ci siamo rivelati all'altezza delle nostre aspettative. Dobbiamo migliorare la velocità e soprattutto il passo, che è importantissimo per la gara».

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal